Il presidio
Bambino di due anni intossicato dai funghi velenosi
ORBETELLO. Si sono presentati al pronto soccorso dell’ospedale di Orbetello con i sintomi tipici dell’intossicazione da funghi. Dolori gastrointestinali forti, disidratazione. Ma non avevano portato...
Si sono presentati al pronto soccorso dell’ospedale di Orbetello con i sintomi tipici dell’intossicazione da funghi. Dolori gastrointestinali forti, disidratazione. Ma non avevano portato con loro il cestino con quel che restava della cena della sera prima. Un’intera famiglia è dovuta ricorrere alle cure dei medici per un’intossicazione da funghi. Babbo, mamma e un bambino di due anni che è stato trasferito dall’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello al Misericordia di Grosseto. Le sue condizioni, come quelle dei genitori, non destano particolari preoccupazioni, ma il piccolo è rimasto intossicato e aveva bisogno di essere reidratato.
La famiglia è arrivata ieri pomeriggio all’ospedale di orbetello dopo aver mangiato una cena a base di funghi. Nel piatto di mamma, babbo e anche del piccolino probabilmente era finito l’Entoloma lividum, un fungo velenoso molto comune in tutta la Maremma.
Quando i tre sono arrivati al pronto soccorso però, non avevano portato con loro quello che avevano mangiato la sera prima.
L’Azienda sanitaria di Grosseto invita i raccoglitori di funghi per autoconsumo a rivolgersi a una delle sedi dell’ispettorato micologico, aperte in tutta la provincia, nel caso di dubbi sulla qualità della specie raccolta. Il micologo, infatti, è l’unico in grado di affermare con certezza se quei funghi possono essere mangiati.
Purtroppo, non è sempre facile distinguere le specie commestibili da quelle che non lo sono, perché le caratteristiche che ne consentono l’identificazione possono essere facilmente confuse: colori, forme, odori, sapori, sono particolari che solo un occhio esperto può facilmente individuare. Il rischio è quello di intossicazioni che possono essere anche molto gravi, addirittura mortali se vengono consumati funghi altamente tossici, come la temibile ammanita phalloides.
Francesca Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
