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Si spaccia per parrocchiano e tenta di truffare il sacerdote

Si spaccia per parrocchiano e tenta di truffare il sacerdote

GROSSETO. Si è spacciato per un parrocchiano vittima di una rapina e ha telefonato al parroco per chiedere di essere aiutato con una ricarica da 400 euro nella Poste Pay. Ma il sacerdote non l’ha...

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GROSSETO. Si è spacciato per un parrocchiano vittima di una rapina e ha telefonato al parroco per chiedere di essere aiutato con una ricarica da 400 euro nella Poste Pay. Ma il sacerdote non l’ha bevuta, ha chiamato i carabinieri e l’ha fatto denunciare, insieme al complice. È finita con due persone nei guai e una terza da individuare la tentata truffa a un sacerdote grossetano.

A maggio il religioso è stato raggiunto al telefono da un uomo che si è qualificato come un non meglio precisato parrocchiano, ha detto di essere un camionista vittima di una rapina a Lecce e di aver bisogno di 400 euro per tornare a casa. «Ti passo il maresciallo dei carabinieri», gli ha pure detto. E il parroco si è ritrovato a parlare con un sedicente militare che gli ha dato il numero di una carta Poste Pay ricaricabile dicendo che era la sua personale e che avrebbe poi girato lui i soldi al camionista.

Colpito dal racconto il religioso è corso in tabaccheria per aiutare l’uomo ma l’ha trovata chiusa. Ha così telefonato a quel numero da cui era stato chiamato per avvertire che la ricarica sarebbe tardata fino alla riapertura della tabaccheria.

Dall’altro capo del telefono, però, non ha trovato la stessa voce supplichevole ma una voce ferma: «No, fallo subito», si è sentito dire. E si è insospettito. Chiusa la telefonata, è andato subito dai carabinieri di Grosseto, quelli veri, e ha sporto denuncia.

I carabinieri hanno fatto una serie di controlli, prima sul numero di telefono, poi sul numero della Poste Pay. E alla fine hanno individuato gli autori della truffa. Si tratta di un uomo, residente a Roma, e della madre, che ha contribuito a mettere in atto il piano. Non è chiaro se quello che si è spacciato per maresciallo esista davvero o sia stato lo stesso uomo a camuffare la voce. I carabinieri indagano mentre madre e figlio sono stati denunciati per tentata truffa. Non sono nuovi a reati di questo tipo, spacciandosi ora per avvocati, ora per poliziotti. Al momento l’uomo, inoltre, è in carcere a Milano per un altro reato.

Francesca Ferri

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