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LA CURIOSITÀ

Il Pd arruola il sindaco avversario

Il Pd arruola il sindaco avversario

Roccalbegna: errore (poi corretto) sulla locandina del meeting

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ROCCALBEGNA. È vero, “chi non fa non falla”. Ma stavolta la gaffe, l’errore, è di quelli che balzano all’occhio e suscitano il sorriso. Il Pd grossetano, in questi giorni affaccendato nel preparare strategie elettorali nei comuni che contano (Grosseto, Castiglione, Orbetello), ha fissato la data della cosiddetta conferenza programmatica anche nel piccolo comune di Roccalbegna. Detto in parole semplici è la riunione dei dirigenti locali (quelli facenti parte dell’unione comunale) con i vertici provinciali, il segretario Marco Simiani, a volte il consigliere regionale Leonardo Marras. Riunioni a cui, quasi sempre partecipa anche il primo cittadino del territorio, laddove indossa la maglia del Pd.

Qui, però, è diverso. Siamo alle pendici dell’Amiata in un comune non più sinistrorso, feudo di Gianni Lamioni, leader di Passione, in rotta da tempo proprio con Marras, Simiani e Saimo Biliotti, cioè i leader attuali del Pd in Maremma. E infatti il sindaco a Roccalbegna è un centrista, un ex Udc, non più tesserato, persona considerata vicina a Lamioni. Si chiama Massimo Galli. È stata una sorpresa, quindi, scoprire che il sindaco Galli avrebbe partecipato, al fianco del segretario Marco Simiani e (testuale) «di esponenti regionali e nazionali del Pd”, all’evento fissato per sabato 24 ottobre nella sala comunale. Un’intera giornata di lavori per programmare la riconquista di uno dei pochi comuni rimasti in mano al centrodestra. Come dire: Galli che interviene e porta il suo contributo a una riunione in cui si discute la strategia per sconfiggerlo.

Insomma c’è stato un errore, dalla paternità sconosciuta. La locandina gaffata ha comunque stazionato per qualche ora nelle pagine social di alcuni esponenti del Pd. Poi – di colpo – pochi minuti dopo la segnalazione del nostro giornale a Marco Simiani, è stata rimossa e sostituita con quella buona.

Nel frattempo anche il sindaco di centrodestra era stato chiamato, al telefono, per avere delucidazioni. «Mi viene da sorridere _ commenta Galli _ qualcuno credo si sia sbagliato. Succede. Magari la macchina organizzativa del Pd produce quei volantini in sequenza e hanno messo la stessa dicitura degli altri comuni in cui si andrà al voto, dove in effetti il primo cittadino partecipa a queste assemblee essendo anche esponente del partito. Qui no. Io non ho tessere e nella mia maggioranza non c’è un solo elemento del Pd». Massimo Galli, per la cronaca, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe ricandidarsi con la sua civica, quella con cui vinse quattro anni fa in alternativa al Pd. (g.b.)

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