Il presidio
Caos Senese, galleria chiusa fino a marzo
Doveva riaprire fra un mese, probabile uno slittamento al 2016
CIVITELLA PAGANICO. Sarà un inverno più lungo degli altri per chi si trova a viaggiare sulla strada statale 223 di Paganico. A dispetto di quanto annunciato in un primo momento, la galleria di Pari che collega le province di Grosseto e di Siena lungo la “Senese” – così chiamano in Maremma la 223 – potrebbe non riaprire il 24 novembre ma rimanere chiusa fino a marzo 2016. La voce circola da giorni e, anche se l’Anas al momento non conferma, fonti vicine al cantiere ammettono che ci si dovrà preparare a uno slittamento dei tempi di qualche mese.
Così, dopo un’estate di agonia per il traffico, si prospetta un altrettanto non facile inverno per i collegamenti su questa che è l’arteria più importante per collegare Grosseto a Siena, Firenze e Arezzo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.12311138:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/10/22/news/niente-traffico-per-albergo-e-distributore-un-calo-del-50-per-cento-1.12311138]]
Galleria chiusa dal 21 agosto. La galleria è stata chiusa il 21 agosto dopo che la copertura interna si era staccata in alcuni punti. Il tunnel ha più di quarant’anni e accanto ad esso la ditta Strabag – che sta realizzando il raddoppio della 223 per conto di Anas – ne sta scavando un secondo. Sennonché durante un controllo programmato, il 21 agosto i tecnici si sono accorti che alcuni pezzi del rivestimento si erano staccati, finendo nella rete di protezione installata all’inizio dei lavori per il traforo della nuova galleria.
La causa dei distacchi non è stata chiarita con certezza. Sicuramente l’età dell’opera non ha giovato. E sicuramente le trivellazioni del nuovo tunnel possono aver interferito. Ad ogni modo quel che importa, ora, è risolvere la situazione nel più breve tempo possibile.
Va detto che, come in tutti i contrattempi di questo tipo, la data inizialmente ipotizzata per la riapertura della galleria era comunque vincolata a ciò che i rilievi avrebbero mostrato man mano che i lavori di messa in sicurezza e consolidamento fossero andati avanti. In questi due mesi il personale della Strabag ha lavorato ventiquattr’ore su ventiquattro nella vecchia galleria e il primo intervento, cioè asportare lo strato superficiale di calcestruzzo, è concluso.
Traffico dirottato su percorsi alternativi. Nel frattempo, sin da subito il traffico leggero, i mezzi di soccorso e gli autobus di linea sono stati fatti passare da Pari e Leccio; i mezzi più grossi invece da Roccastrada. E tutt’oggi è così, con tutte le difficoltà che queste deviazioni comportano. Se d’estate il problema principale sono state le lunghe code (la deviazione sale su per la collina e, dopo 4 chilometri e dieci minuti di curve, si reimmette nella 223), per l’inverno la difficoltà sarà quella di affrontare un tratto tortuoso non nuovo a ghiaccio o nebbia. Ancora più disagevole il giro dei camion oltre le 3,5 tonnellate, che dovranno continuare a passare per Roccastrada, allungando il viaggio di 30 chilometri e quaranta minuti.
Operai in cassa integrazione. La chiusura della galleria, però, non è un disagio solo per chi viaggia sulla Senese. Il traforo del nuovo tunnel è stato subito bloccato e alcune decine di operai, in particolare i minatori impiegati nello scavo, sono stati messi in cassa integrazione.
Lo stesso cantiere, che fino a quel momento aveva proceduto spedito, ha subìto suo malgrado un rallentamento. Da un lato diversi operai sono dovuti accorrere a sistemare la vecchia galleria; dall’altro i colleghi si sono ritrovati a non poter avere a disposizione con la stessa facilità di prima il cemento armato.
Il nuovo cementifico in area grossetana. Il “cementificio”, ovvero la base dove il cantiere ha allestito i macchinari per fare il cemento, si trova al di là della galleria, sulla sponda senese del Farma. Chiusa la galleria di Pari, i camion che caricano il cemento e lo distribuiscono al cantiere, non possono più scaricarlo in zona grossetana con la facilità di prima, poiché l’unico modo per bypassare la galleria è arrampicarsi su per la strada di Leccio-Pari.
Questo ostacolo, tuttavia, oggi sembra finalmente superato. «Fin dal giorno dopo il crollo, la società ha chiesto il permesso di fare il cantiere del cemento al di qua della galleria – spiega il sindaco di Civitella Paganico Alessandra Biondi – senza perdere un attimo di tempo. Il Comune ha accelerato al massimo per concedere il permesso, ma purtroppo i tempi tecnici sono lunghi e l’autorizzazione è stata rilasciata alcuni giorni fa». Anche per i lavori all’interno della galleria c’è stato bisogno di nuove autorizzazioni poiché la demolizione del rivestimento produce rifiuti, quindi c’è stato bisogno di una nuova Autorizzazione unica ambientale.
«La chiusura della galleria è un disastro per l’utenza – dice ancora Biondi – per gli autotrasportatori e per gli operai. Ho sentito Anas proprio stamani (ieri, ndr) ma non mi hanno detto niente di eventuali ritardi nell’apertura della galleria. Quel che è certo è che tutti noi ci stiamo impegnando al massimo per fare il possibile per risolvere il problema».
A giorni si terrà in prefettura una riunione per fare il punto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
