Il presidio
«Comprai quella foresteria perché avevo lo sconto del 20%»
Processo Ippodromo, parlano gli acquirenti degli alloggi: «Prima di stipulare il preliminare diventammo soci della club house, non abbiamo cavalli in proprietà ma siamo appassionati di ippica»
FOLLONICA. «Quegli alloggi erano convenienti rispetto ai prezzi di mercato, un venti per cento. Il Consorzio Etruria mi disse che, essendo io tra i primi venti acquirenti, avrei avuto quello sconto: un premio».
Parla Giancarlo Bagni, falegname di 62 anni, di Certaldo, l'imputato cui è intestato il maxi processo per le presunte irregolarità nella vendita delle foresterie dell'ippodromo di Follonica. Parla e spiega le modalità che lo portarono all'acquisto: «Conoscevo già il Consorzio Etruria per aver comprato un appartamento in una 167. Andai a Follonica, parlai con Piero Frasconi e mi fu mostrato il plastico: mi fu detto che c'era una convenzione da rispettare e che bisognava prima diventare soci della club house. Accettai, feci la tessera e poi il preliminare, insieme a mio fratello Silvano. Sapevo cosa voleva dire acquistare il diritto di superficie per 99 anni, per la precedente esperienza della 167. Ci trovammo d'accordo, in conseguenza dello sconto (io ero il 14°-15°), su 160mila euro. Andammo avanti nei pagamenti per stadi di avanzamento, poi bloccai tutto».
Scusi Bagni, chiede il pm Salvatore Ferraro, ma perché comprare a Follonica? «Perché eravamo campeggiatori da una vita e volevamo diventare "sedentari"». Casa per le vacanze? «Certamente, ma anche per seguire l'attività delle corse, io sono un amante dei cavalli. Non ne ho uno ma mi piace l'ippica. Vengo spesso a Follonica, anche se per il mare vado a Donoratico». Quanti soldi aveva versato? «Settanta-ottantamila euro, e così anche mio fratello». Rogito? «No». Soldi indietro? «No». La tessera? «Dieci o venti euro, non ricordo. Ogni anno andava rinnovata, ma dopo il contratto definitivo«.
Ma quanto era davvero conveniente una casa lì? chiede il presidente del collegio,Marco Mezzaluna? «Mi ero informato sui prezzi sul mercato di Follonica: all'epoca, nella zona Coop, un appartamento di quel genere andava sui 180mila euro». Un appartamento di tre stanze.
Daniele Fossi, 45 anni, di Venturina, un altro imputato che ha accettato di farsi interrogare dal collegio, dà particolari simili, con qualche variante: «Mi ricordo di aver dato per la tessera 50 euro». Ma per il resto il racconto è similare: «Per me era un investimento. Io per 17 anni ho lavorato in un'area di servizio a Gavorrano e passavo lì davanti tutti i giorni e vedevo il cantiere. Parlai con Frasconi e seppi dei 99 anni e della tessera. Diventai socio, facemmo il preliminare e versai la caparra: e chi se li scorda questi importi...», aggiunge quando gli vengono mostrate le fatture. Lo scopo? «Era un investimento, non avevo tutta la cifra, avrei dovuto prendere un mutuo: e affittando quell'alloggio a chi era nel giro dell'ippica mi sarei potuto ripagare le rate». Furono 82mila gli euro versati: «Poi sui giornali uscirono le paginate e io non detti altro. Per me fu un'umiliazione grossa vedere il mio nome sul giornale e la Finanza in casa». Anche Fossi beneficiò della prospettazione dello sconto per essere nei primi venti acquirenti: «Il 10 per cento». Anche Fossi si dice «da sempre attirato dall'ippica, tanto che avevo chiesto un alloggio al piano rialzato per vedere le corse», pur non avendo un cavallo in proprietà. «Ho chiesto la risoluzione del contratto ma non ho rivisto quei soldi».
L'avvocato Franco Ciullini, difensore di Anna Rita Gani, produce invece i documenti della risoluzione del contratto, risalente al 2008. Unico caso o comunque l'unico emerso in aula.
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