Il presidio
Cassa integrazione pronta per i 70 di Floramiata
Ieri incontro in Regione sulla crisi dell’azienda amiatina con istituzioni e curatore I lavoratori rinunciano al picchetto, tra febbraio e marzo la gara per vederla
FIRENZE. La questione Floramiata ieri al vaglio della Regione. Le prime notizie sembrano rassicuranti, tanto che gli stessi lavoratori hanno rinunciato a effettuare il presidio che si sarebbe dovuto tenere a sostegno dei sindacati. Buone notizie, dunque, per l’assenso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti a tempo indeterminato e tempi brevi per la gara con cui, tra febbraio e marzo, si spera di trovare una nuova proprietà, dopo il fallimento di Floramiata srl.
Ieri a palazzo Panciatichi, incontro fra il consigliere del presidente della Regione, Gianfranco Simoncini, il curatore fallimentare Gianni Sismondi, i sindaci dell’Amiata fra cui quelli di Piancastagnaio Luigi Vagaggini e di Abbadia San Salvatore Fabrizio Tondi e il presidente dell’Unione comuni Amiata Val d’Orcia. Poi l’incontro con i sindacati e le rsu.
Incontri che lasciano ben sperare dopo il clima drammatico seguito all’annuncio del fallimento, la nomina del curatore fallimentare e l'autorizzazione all’esercizio provvisorio. Proprio grazie all’esercizio provvisorio l’azienda continua a produrre: 74 dipendenti dei 140 a tempo indeterminato sono stati riassunti subito, prima 52 e poi altri 22.
Il sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini, subito dopo l’incontro, è abbastanza soddisfatto. «Dopo le 74 chiamate per i dipendenti dei giorni scorsi – spiega – nell’incontro che si è avuto in Regione, per i settanta dipendenti a tempo indeterminato che sono rimasti fuori si potrà ricorrere agli ammortizzatori: cassa integrazione in deroga per cinque mesi, un’ipotesi che, come ha assicurato lo stesso Simoncini, già è stata ritenuta accoglibile dagli uffici della Regione. Per gli avventizi, una trentina, sarà possibile invece ricorrere alla disoccupazione agricola, a condizione che abbiamo maturato 102 giorni di lavoro nei due anni precedenti. Ma pare che la grande maggioranza già possegga i requisiti».
Anche il futuro di Floramiata viene rappresentato dal sindaco di Piancastagnaio in modo positivo. «Se la gara si farà tra febbraio e marzo, come ha ipotizzato il curatore – dice – la copertura per la cassa integrazione in deroga sarà sufficiente. I curatori di Floramiata srl e di Floramiata spa hanno assicurato che faranno il possibile per aprire la gara per la vendita di Floramiata entro febbraio marzo e speriamo che vi siano acquirenti interessati».
Per ciò che riguarda la cassa integrazione, la Regione invita i lavoratori ad inviare subito la richiesta e auspica, come chiesto anche dai sindacati e con la disponibilità già dimostrata dal curatore, di fare il possibile affinché il disagio della cassa integrazione possa essere distribuito attraverso una rotazione tra i lavoratori.
Anche i sindacati che hanno partecipato alla seconda fase dell’incontro con rappresentanze regionali e locali, parlano di abboccamento costruttivo sia per l’accordo di massima per la cassa integrazione in deroga, sia perché, come commenta Mirko Lami della segreteria Cgil Toscana «al curatore è stato dato l’esercizio provvisorio dell’azienda, quindi c’è comunque la continuità di produzione per far sì che non si perdano le vendite ed i clienti e che siano avviati i bandi per l’eventuale acquisto. Dal curatore è arrivata anche la conferma che stanno lavorando ad un bando che riguardi la vendita dell'azienda nella sua interezza, come a suo tempo proposto dalla Cgil».
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