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Calcioscommesse, 104 indagati
Grosseto, A febbraio udienza preliminare a Cremona per Camilli, Iaconi ed ex giocatori
GROSSETO. L'ex patron dell'Us Grosseto, Piero Camilli, è tra le 104 persone inserite nell'elenco compilato dal pm Roberto Di Martino, che il 18 febbraio 2016 dovranno presentarsi a Cremona davanti al gip Paolo Beluzzi per la maxi udienza preliminare a conclusione dell'inchiesta sul calcioscommesse aperta oltre quattro anni dal procuratore Stefano Palazzi.
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Come si ricorderà la giustizia sportiva, il 22 agosto 2012, ha prosciolto Camilli, a seguito del ricorso presentato dall'avvocato Grassani, dall'accusa di aver tentato di alterare il risultato della gara tra Ancona e Grosseto. Una sentenza che permise alla squadra biancorossa di rimanere in serie B, anche se con una penalizzazione di sei punti (patteggiati con Palazzi per il comportamento scorretto di nove tesserati che combinarono otto partite), decisivi per la successiva retrocessione in Lega Pro. Dodici giorni prima, il 10 agosto 2012, la disciplinare aveva retrocesso in Lega Pro il Grosseto «per la responsabilità diretta relativamente al comportamento del proprio presidente», mentre Piero Camilli, che visse quel periodo come un incubo («Sono stato trattato come un delinquente», ripeteva), era stato inibito per cinque anni. La disciplinare ritenne credibile il castello accusatorio costruito dal procuratore Palazzi con le decisive dichiarazioni di Iaconi.
Nel processo d'appello, però, Camilli («L'ex direttore sportivo Iaconi mi portò sei criminali» disse il Comandante ai giudici) riuscì a dimostrare la sua innocenza, affiancato sia da Grassani che dal popolo biancorosso che in quei giorni si mosse in difesa dell'imprenditore di Grotte di Castro con una fiaccolata per le vie del centro storico e con un pullman che dimostrò davanti all'ex ostello della gioventù al Foro Italico di Roma, dove si tenne il processo.
Nell'udienza preliminare tra le 104 persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio dal pm Di Martino ci sarà anche il principale accusatore di Camilli, l'ex direttore sportivo biancorosso Andrea Iaconi, che nel giugno 2012 fu condannato dalla giustizia sportiva a tre anni e nove mesi, pena ridotta poi a 15 mesi. Nel lungo elenco ci sono anche ex calciatori che hanno militato nel Grosseto, alcuni dei quali coinvolti direttamente nell'inchiesta con la maglia del Grifone. Tra quelli ancora in attività ci sono Kewullay Conteh (Rivoltana), Joelson e Marco Turati (Lecco), Paolo Acerbis (Seregno), Edoardo Catinali (Fondi), Antonio Narciso (Foggia), Job (Vado). Hanno invece cessato l'attività Mauro Bressan e Alessandro Pellicori.
Tra i dirigenti figura anche Ermanno Pieroni, per un periodo direttore sportivo biancorosso in serie B.
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