Il Tirreno

Grosseto

Va al cimitero dal marito morto e viene rapinata

di Elisabetta Giorgi
Va al cimitero dal marito morto e viene rapinata

Un uomo le strappa la borsa procurandole lesioni al braccio Un testimone lo inchioda: la polizia fa scattare l’arresto

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GROSSETO. Non c’è pace neppure tra i luoghi del dolore: persino accanto alle tombe può capitare che la nostra sofferenza sia violata.Sabato scorso un’anziana vedova è stata rapinata al cimitero di Sterpeto: era andata a trovare il marito scomparso e mentre percorreva il viale di Sterpeto per tornare a casa un tizio le si è avvicinato strattonandole il braccio con violenza e facendola cadere al suolo. La 67enne, sbigottita a amareggiata, ha riportato contusioni ed è finita al pronto soccorso di Grosseto mentre lui è scappato via in bici con la borsa sottobraccio.

Pensava di farla franca rifugiandosi in casa (abita nei paraggi) ma la fuga si è conclusa come non avrebbe voluto: un testimone ne ha seguito la traiettoria fornendo precise coordinate ai poliziotti. È scattato l’arresto.

Tra furti, tentati furti e scippi gli ultimi giorni hanno visto una sostanziosa impennata di casi. Colpi in scooter, o in bici. Le forze dell’ordine hanno potenziato i controlli per prevenire i “reati contro il patrimonio” ma specie nel fine settimana gli episodi hanno avuto un’escalation. Si è trattato di una rapina e non di uno scippo quello di sabato verso le 17,20 quando una signora, vedova grossetana di 67 anni, è andata a Sterpeto a piangere sulla tomba del marito che era scomparso da appena un mese. La donna passeggiava insieme alla sorella e al nipote: avevano finito la visita al cimitero quando tutti e tre hanno imboccato a piedi il viale che riporta verso la Scansanese. Un tipo in bici si è avvicinato prendendo di mira l'anziana che teneva la borsa impugnata nella mano sinistra. Nello strattonare con violenza la tracolla, costui ha procurato alla sua vittima contusioni e una distorsione. Poi si è dileguato: è fuggito via in fretta e furia sempre in sella alla bici; ma pedalando è stato avvistato da un uomo che l'ha notato sfrecciare con una borsa sotto il braccio e si è insospettito per l’insolito dettaglio femminile. L’ha seguito con lo sguardo e poi con la macchina. Ha calcato lo stesso tragitto verso la Scansanese e da lì in poi verso alcune strade a poche centinaia di metri di distanza. Il tizio ha concluso il suo viaggio in via Grieg, ha parcheggiato la bici in un cortile ed è entrato all'interno di un palazzo (la sua abitazione) per trovare rifugio.

Il testimone ha fornito le coordinate a una pattuglia della polizia, già nei paraggi e impegnata a concentrare le ricerche sugli altri scippi avvenuti in città.

Seguendo le indicazioni del testimone gli agenti sono andati a casa del presunto responsabile: nel cortile hanno trovato la bici. Poi salendo nell’appartamento hanno scoperto la borsa della donna con 180 euro in contanti, chiavi, carte di credito, effetti personali. A condurre le indagini, i poliziotti della Squadra Mobile e Squadra Volanti.

L’uomo, 33 anni, romeno, disoccupato, si chiama Andrei Cristian Cozminca ed è stato arrestato per rapina aggravata. Ieri mattina il gip del tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha interrogato in carcere l’uomo, difeso dall’avvocato Micol Manenti. Al termine dell’udienza ne ha convalidato l’arresto disponendo la misura degli arresti domiciliari.

Durante l’interrogatorio ha confessato il reato di rapina aggravata: «Sono stato io» (l’aggravante è costituita dall’età della signora e dal fatto che le soni state procurate lesioni e una distorsione, con 7 giorni di prognosi certificati dall’ospedale Misericordia).

Pare che non avesse più lavoro e per questo fosse disperato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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