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Tentano di truffare un sacerdote: madre e figlio denunciati
L'uomo si è finto vittima di rapina e ha chiesto 400 euro per tornare a casa. I carabinieri cercano il terzo complice
GROSSETO. Si è spacciato per un parrocchiano vittima di una rapina a Lecce e ha fatto telefonare al parroco per chiedere di essere aiutato con una ricarica da 400 euro nella Poste Pay. Ma il sacerdote non l’ha bevuta, ha chiamato i carabinieri e l’ha fatto denunciare, insieme al complice.
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E’ finita con due persone nei guai e una terza ancora da individuare la tentata truffa a un sacerdote grossetano.
Il religioso era stato raggiunto dalla telefonata di un uomo lo scorso maggio. Questi si è qualificato come un non meglio precisato parrocchiano e ha detto di essere stato vittima di una rapina a Lecce e di aver bisogno di 400 euro per tornare a casa.
L’opera di convincimento ha coinvolto altre due persone: la madre dell’uomo e una terza persona.
Per rendere la truffa più convincente, uno dei soggetti si è addirittura qualificato come maresciallo dei carabinieri e ha chiesto al sacerdote di aiutare il suo parente facendogli un versamento da 400 euro nella Poste Pay.
Forse un po’ troppo anche per il sacerdote, che si è insospettito ed è andato dai carabinieri di Grosseto, quelli veri.
I carabinieri hanno avviato un’articolata attività d’indagine e alla fine sono riusciti a identificare madre e figlio. I due sono stati denunciati per il reato di tentata truffa.
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