Il Tirreno

Grosseto

Spiagge: si cambia Canoni demaniali quasi raddoppiati

di Francesca Ferri
Spiagge: si cambia Canoni demaniali quasi raddoppiati

La Regione aumenta del 75% la quota per gli stabilimenti Preoccupazione e rabbia tra le associazioni del Grossetano

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GROSSETO. La Regione lo chiama «ritocco» ma per i balneari il solo termine calzante è «salasso». Lessico a parte, la sostanza non cambia: nel bilancio di previsione della Regione Toscana l’unica tassa che subisce un rincaro è quella per le concessioni demaniali marittime. Che dal 1º gennaio costerà il 75 per cento in più rispetto a oggi.

Un «ritocco» del 75% in più. Il «ritocco» riguarda decine di imprenditori del mare della costa maremmana che, da Follonica a Capalbio, sono sottoposti a una doppia tassazione. Da un lato c’è il canone demaniale, versato allo Stato; dall’altro c’è il canone dovuto a Firenze. Finora alla Regione andava un canone pari al 25 per cento del canone versato al Demanio. Con le nuove regole, a Firenze spetterà il 100 per cento di quel canone. Per capirsi: se fino ad oggi un gestore pagava 1.000 euro al Demanio, altri 250 euro li versava alla Regione. Da gennaio pagherà 1.000 al Demanio e 1.000 alla Regione. Ai Comuni resta il compito di controllare che i versamenti siano effettuati e di sanzionare chi non paga.

Un metro quadro per 1,30 euro. «Il canone è stabilito a livello nazionale – spiegano dall’ufficio demanio del Comune di Orbetello – e prevede diversi casi. Se la superficie è scoperta, cioè arenile puro e semplice, si paga 1,30 euro al metro quadro; se è occupata da strutture di facile rimozione, 2,15 euro al metro quadro; se l’area è occupata da strutture murarie, 3,68 euro al metro quadro». Per lo specchio acqueo ai fini della balneazione si paga un euro al metro quadro (i corridoi di lancio sono gratuiti). In caso di concessioni ad attività sportive, riconosciute e affiliate a enti nazionali (scuole di kite o di vela), le tariffe sono dimezzate, ma c’è una soglia minima prevista di 356,04 euro.

Da 3.000 a 12.000 euro annui. Difficile fare una media di quanto costi una concessione: la costa è molto diversificata e le dimensioni degli stabilimenti variabili. «Nel comune di Grosseto i canoni annuali vanno dai 3.000 ai 12.000 euro – spiegano dall’ufficio Demanio – ma si può chiedere la concessione solo per i mesi estivi e così si risparmia».

Troppo o troppo poco? D’altro canto il dibattito sul valore di queste concessioni si trascina da anni e il fronte di chi considera la tassa troppo bassa a fronte dei guadagni che gli stabilimenti raggranellano affittando ombrelloni, lettini e cabine o gestendo i ristoranti vista mare. Per questo il governo ha recentemente autorizzato le Regioni ad aumentare fino al 300 per cento il canone. La Toscana si è fermata al 100 per cento.

L’amarezza dei balneari. Una magra consolazione per gli operatori. «Tutti gli anni ci provano e alla fine ce l’hanno fatta», commenta con amarezza Alessandro Beri, presidente dell’Associazione balneari Grosseto. «Alcuni pensano che paghiamo poco, ma metteteci tutte le spese e vedrete: io, che ho il bagno Nettuno a Marina di Grosseto, solo di Tari spendo 8.000 euro all’anno. La concessione mi costa più o meno lo stesso».

Rincari in vista per i turisti? Il pericolo è che questo improvviso e inatteso aumento finisca per ritorcersi non solo contro i balneari ma anche contro i bagnanti. «A Marina è dal 2001 che non tocchiamo i prezzi – dice Beri – ma certo, come tutti i rincari, anche questo avrà un impatto: aumentandoci le spese dovremo valutare dove riprenderle».

Prove di rincari già nel 2014. Sorpreso, ma non troppo, Alessandro Gandi, presidente dell’Associazione stabilimenti balneari follonichesi, trentatré associati dei trentacinque bagnetti del Golfo. «Già l’anno scorso la Regione provò ad aumentare del 75 per cento il canone, poi ci fu una trattativa e dal 15 si passò a pagare il 25 per cento – spiega – Al momento non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali: quando le avremo, trarremo le nostre conseguenze».

Il problema erosione... In alcune località della costa l’annuncio del rincaro delle concessioni si somma a una preoccupazione ancora più grossa. «Il canone lo paghiamo e non è altissimo, anche se la concessione non la attiviamo – spiega Bruno Nocera, presidente della società Voltoncino che rappresenta i gestori del comune di Orbetello – perché qui ormai a causa dell’erosione la spiaggia non ce l’abbiamo più».

...e il nodo Bolkestein. Stessa preoccupazione che attanaglia Luciano Cruciani, presidente dell’associazione Cormorano, rappresentante dei balneari di Castiglione della Pescaia. Che oltre all’erosione solleva anche un altro problema. «Stiamo attraversando un periodo particolare di indecisione per la direttiva Bolkestein – spiega – e la mancanza di una legge quadro sul turismo. Le concessioni scadono questo dicembre poi saremo in regime di proroga, in una condizione soggetta a variazioni. Lo Stato attende la sentenza della Corte europea per legiferare e questa arriverà solo a marzo. La Regione non sa ancora come andrà a finire e ora ci si mette questo rincaro. Bastava aspettare un anno».

I Comuni all’oscuro. Dello stesso parere anche gli amministratori che, al pari dei balneari, non sapevano di questo aumento. «No, non ho contezza di questa notizia», dice Alessandro Aloisi di Follonica. «Non lo sapevamo», conferma il vicesindaco di Orbetello Marcello Stoppa. «A Castiglione e a Punta Ala abbiamo grossi problemi di erosione – spiega l’assessore Daniele Bartoletti – Che dire? Speriamo che questi soldi vengano almeno reinvestiti nel ripascimento».

«Per il turismo è una tegola». «La Toscana ha deciso di limitare il rincaro – spiega l’assessore grossetano Luca Ceccarelli – Poteva fare di peggio. Certo è che i balneari si sono ritrovati l’aumento sic et simpliciter. Da assessore al demanio dico che questo aumento era inevitabile. Ma da assessore al turismo riconosco che mettere altre gabelle sui balneari è spiacevole: per gli operatori e per il turismo è una bella tegola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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