Il Tirreno

Grosseto

«Noi ricominciamo dall’esperienza Lolini»

di Maurizio Bernardini
«Noi ricominciamo dall’esperienza Lolini»

Claudio Pacella rivendica il ruolo della civica e punta all’unità del centrodestra intorno al nome giusto

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GROSSETO. Centrodestra, missione possibile. Pensare al colpaccio alle Comunali 2016 non è utopia. Lo sa bene il capogruppo della civica Lolini, Claudio Pacella. Sarà lui – dicono i bene informati – uno dei protagonisti della tornata elettorale.

Defilato, dietro le quinte, come leader della civica di riferimento. O in prima persona _ c’è addirittura chi mormora sia in odor di candidatura alla fascia tricolore _ poco importa.

«Amo questa città e voglio vederla rinascere», ripete più volte mentre risponde alle domande del Tirreno.

Pacella, elezioni con grandi spazi aperti per le civiche?

«Di sicuro. Tutti contano. Dal più piccolo al più grande. I partiti, purtroppo, hanno perso appeal. E questa è una sconfitta».

Lei rappresenta la più sostanziosa esperienza civica in città.

«Fino a quando non andremo alle urne resteremo la realtà più forte. Abbiamo sfiorato il dieci per cento alle scorse elezioni».

E avete intenzione di far valere la forza di quel risultato anche nel 2016?

«Certo. Ma quel che ho in mente è una lista del sindaco. Un soggetto in cui riunire tutte le diverse realtà che si riconoscono nel centrodestra grossetano».

Parliamo di programmi: a che punto siete?

«Siamo al lavoro. Ma le dico da subito che grandissima parte del programma elettorale presentato nel 2011 dal Mario Lolini è attuabile. Va solo rivisto in alcuni punti a causa degli anni passati. Avevamo previsto tutto, compreso il declino della città. L’apatia con cui è stata amministrata».

Temi centrali?

«Tagliamo corto: Grosseto è in agonia. Penso al sociale, con sempre più famiglie impoverite e in cerca di risposte che non arrivano. Penso alla sicurezza, con intere fette di città che vanno sempre più perdendosi. Quella che gli altri chiamano microcriminalità è qualcosa di ben strutturato. Diffuso. E sarà sempre peggio. Siamo prigionieri in casa nostra. La sera c’è chi si barrica, tra allarmi e porte blindate. E il sindaco è responsabile della sicurezza: ebbene, ha fallito. Il circuito Pc, Pds, Pd ha fallito. Ha sistemato gli amici nei luoghi di potere e basta. Poi vogliamo parlare dell’organizzazione della municipale? O dell’edilizia, mortificata da una tassazione enorme?».

Gianni Lamioni: a suo parere quale ruolo avrà?

«È una grande risorsa del centrodestra. E il suo nome, a oggi, è l’unico sul tavolo. Sarà tenuto nella più alta considerazione».

C’è anche chi ha fatto il nome di Pacella.

«Sì e ne sono onorato. Ma non penso a autocandidature. Una cosa è certa: il candidato non dovrà avere interessi professionali, economici o altro. Né distrazioni per carriere politiche da costruire. Abbiamo già dato».

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