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Maxibolletta con odissea per una pensionata

Pierluigi Sposato
Maxibolletta con odissea per una pensionata

Enel Energia aveva chiesto 9.700 euro per sei mesi: lei deve far causa in Tribunale per aver ragione

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GROSSETO. Aveva ragione lei, pensionata di 75 anni: era impossibile che dovesse pagare ben 9.751 euro di bolletta per i consumi casalinghi di gas sei mesi, pur se conteggiati in sede di rettifica. Il contatore era guasto, era chiaramente guasto: e anche il gestore l’aveva riconosciuto, ma aveva insistito nella richiesta.

Aveva ragione lei, ma ha dovuto telefonare per due anni e mandare 8 fax per far cambiare il contatore, subire il depotenziamento della linea elettrica da parte dello stesso gestore (e pagare oltre 12mila euro per ripristinare la fornitura normale), rivolgersi al Garante per l’energia elettrica e il gas, incaricare un avvocato e un ingegnere, fare causa in Tribunale. Aveva ragione e ha trovato un giudice che ha ascoltato le sue ragioni: la dottoressa Paola Caporali ha adesso condannato Enel Energia spa a restituire alla pensionata 8.835 euro della maxibolletta contestata, più 2.500 per le spese di lite.

Un’odissea iniziata ai primi del 2010, quando era arrivata la bolletta per gli ultimi sei mesi del 2009. Una bolletta da infarto, quasi diecimila euro. «Chiamavo il numero verde e tutti mi davano ragione: era impossibile che in casa consumassi gas per un importo del genere. Ma nessuno sapeva come risolvere». Enel Energia, che pure aveva finalmente riscontrato l’anomalia, insisteva nella richiesta di pagamento (e anche davanti al giudice riteneva che quei conti fossero riferiti al periodo 2004-2009 - ma il giudice ha ritenuto non provate le richieste). E così la pensionata, che già aveva incaricato l’avvocato Stefano Antonelli, aveva contattato un perito: l’ingegnere aveva calcolato - sulla base delle bollette precedenti - un consumo medio mensile di 140 metri cubi. «Secondo la maxibolletta - dice ancora la pensionata - io avrei dovuto invece consumare in sei mesi 78.288 metri cubi: in altre parole 1.360 metri cubi al mese, dieci volte di più del consumo medio riscontrato in precedenza». Anche se avesse tenuto acceso il riscaldamento per 365 giorni, per consumare quei 78mila metri cubi sarebbero occorsi 525 giorni, aveva calcolato l’ingegnere, e invece il periodo della bolletta è relativo a 296 giorni. Avrebbe dovuto pagare al massimo 403 euro.

La perizia era stata inviata all’Enel, che aveva rifatto i calcoli giugno 2010-agosto 2012 ma che insisteva nel pagamento della maxibolletta. La pensionata non ne poteva più: «A quel punto, era il 2013, ho disdetto la fornitura di gas. Ma Enel mi ha minacciato di pagare le bollette del gas altrimenti mi avrebbe tagliato la fornitura elettrica». Un comportamento contro il quale la donna era ricorsa al Garante: ma una settimana dopo ecco il depotenziamento elettrico (fuori uso riscaldamento, frigorifero e congelatore): «Ho dovuto pagare, era gennaio: 12mila euro tra bolletta contestata e quelle successive da me sospese». A febbraio era partita la causa in Tribunale, adesso conclusa. I consumi richiesti nella maxibolletta, scrive il giudice «risultano del tutto incompatibili con la tipologia dell’utenza in oggetto». Rifatti i calcoli e conteggiati i consumi reali, il giudice ha ritenuto che la pensionata debba riavere indietro 8.835 euro. Ma ci sono voluti cinque anni e un giudice.

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