Il presidio
I maremmani si indebitano più di prima
Grosseto, aumentano del 24% (più che nel resto della Toscana) i crediti che le banche temono di non incassare dalle famiglie
GROSSETO. In Maremma si invecchia e ci si indebita con le banche più di prima. Lo dice un’indagine della Camera di Commercio di Grosseto (sulla base di dati Istat e Banca d’Italia) presentata ieri in occasione della Giornata della Trasparenza. Dal fronte delle imprese – il “corebusiness” dell’ente camerale – arriva invece una buona notizia: ci sono sempre più società di capitali, segno che il sistema imprenditoriale è orientato verso una maggiore capitalizzazione, cosa che non può fare che bene all’economia.
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Quanti siamo. Per la prima volta – nel 2014 – la popolazione è diminuita: i residenti nella provincia di Grosseto sono 225.098, al 1° gennaio 2015, e il tasso di crescita è negativo (0,3%). Persino le nascite nelle famiglie degli immigrati non bastano più a tenere il saldo dalla parte positiva della soglia: eccezione fatta per Grosseto e l’Isola del Giglio. Sempre meno e sempre più anziani: lo rivela l’indice di vecchiaia (il numero di ultra 65enni per ogni 100 giovani al di sotto di 15 anni) che è 227 quando la media Toscana è 193. Non ci sarebbe nulla di male se non fosse che un anziano ultraottantenne costa al sistema (sanitario e non solo) ventotto volte più di quanto costi un ragazzo. Chi arriva e chi parte? «Arrivano badanti, tagliaboschi macedoni, muratori di nazionalità romena – dà l’idea Mauro Schiano, ufficio studi dell’ente mentre illustra il rapporto “Grosseto, i numeri che contano” – E vanno via i giovani laureati» e questo la dice lunga.
I nostri soldi. C’è un dato che misura quanto una comunità sia in grado di onorare i debiti con le banche: sono le cosiddette “sofferenze”; ebbene, questo dato in Maremma è cresciuto nel 2014 rispetto all’anno precedente del 24%, decisamente più della media toscana (17%) e di quella del Belpaese (13,5%); teniamo però conto che in Maremma partiamo da un tasso di indebitamento inferiore rispetto al resto della Toscana. Alle banche dobbiamo complessivamente 785 milioni di euro: o meglio, a tanto ammontano le sofferenze, cioè quei crediti che banche e intermediari finanziari temono di non poter riscuotere perché il debitore si trova in uno stato d’insolvenza. Attenzione, il nostro credito non va in sofferenza se ritardiamo di pagare la rata del mutuo .
Mondo impresa. Il numero delle imprese è sceso anche se di poco (-0,2%): a giugno 2015 erano poco meno di 29.000. Ciò che preoccupa è piuttosto la fragilità del sistema imprenditoriale della “quota” collinare e montana della Provincia: negli ultimi quindici anni a Seggiano il totale delle imprese è diminuito del 44%a a Castell’Azzara del 30%; Scarlino invece ha fatto un balzo in avanti (+30%). Ci salveranno le società di capitale? Sono in crescita, solo nell’ultimo trimestre sono passate da 4.160 a 4.221 – e animano il comparto delle costruzioni del commercio e dell’immobiliare – ma rappresentano ancora solo il 14,4% del totale delle imprese.
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