Il Tirreno

Grosseto

Alla Festa della Trasparenza il conto economico non è invitato

Giovanna Mezzana

Breda: «La nostra Camera di Commercio è in salute» ma nella brochure che illustra con decine di dati e percentuali le performance dell'ente il bilancio consuntivo 2014 non c'è

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Nel giro di un anno la Camera di Commercio di Grosseto si fonderà con quella di Livorno: lo ha stabilito un decreto del ministero dello sviluppo economico. In Italia gli enti camerali dovranno passare dagli attuali 105 a 60, in Toscana le dieci Camere di adesso saranno almeno dimezzate. La promessa di matrimonio non piace al mondo dell’impresa – Confindustria avrebbe preferito scambiare gli anelli con Arezzo e con Siena – ma tant’è. Intanto il neo-eletto presidente della Cdc locale Riccardo Breda chiosa: «Consegniamo un ente sano alla nuova governance».

Ieri la Camera di Commercio ha “festeggiato” la giornata in cui si celebra il diritto (del cittadino) alla trasparenza dei dati. Lo ha fatto con la presentazione di un rapporto di indicatori economici molto interessanti (noi nel servizio accanto abbiamo parlato solo di alcuni) sulla dinamica demografica, del credito, delle imprese. Per l’occasione, è stato consegnato anche un altro report: quello relativo alle performance dell’ente camerale, al raggiungimento di obiettivi di efficienza.

Ebbene, visto che era la Giornata della Trasparenza, tra tante tabelle e dati performanti, ci si sarebbe aspettati di trovare anche un (solo) foglio in cui si dettagliasse il conto economico dell’ente camerale. E cioè investimenti, ammortamenti, disavanzi, avanzi. Non c’era. Per accertarsi dello stato di salute della Cciaa il conto, curiosamente, bisogna andarselo a prendere sul sito web.

Tra l’altro se si scorre il bilancio consuntivo 2014 dell’ente camerale grossetano si scopre anche che è un bilancio che sta in piedi: perché non mostrarlo? Rivela un’incidenza del costo del personale, ad esempio, più contenuta rispetto ad altre Camere.

Nel 2014 si sono persi circa 500.000 euro di entrate, forse anche per questo si è tagliata la promozione per 400.000 euro e alla fine l’utile che nel 2013 era di 418.000 euro si è un po’ corroso, è sceso a 98.000 euro, ma sempre di utile si tratta. Il bilancio sta in piedi per ora. Quando nel 2016 entrerà a regime il taglio del diritto annuale del 40% e poi nel 2017 del 50% la Camera dovrà fare i conti con parecchi soldi in meno. Circa due milioni (nel 2017). Sarà un ente più grande di un territorio più grande, ma grandi nozze con i fichi secchi (come si suole dire) non si sono mai celebrate. Ma questo è un altro problema. (g.m.)

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