Il Tirreno

Grosseto

Stessa mano dietro i roghi Ancora paura a Barbanella

di Francesca Gori

I carabinieri hanno pochi dubbi: il piromane aveva già colpito mesi fa Gli abitanti della zona chiedono più controlli e un impianto di videosorveglianza

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GROSSETO. La mano è la stessa. Hanno pochi dubbi i carabinieri di Grosseto che stanno indagando sulla lunga serie di incendi che ormai da due anni sta tenendo con il fiato sospeso gli abitanti di Barbanella. E quelli che hanno un’auto che lasciano parcheggiata sotto i porticati dei palazzi. Dopo sei mesi e una settimana, il piromane è tornato in azione: in via Vico e in via Rovetta, sabato sera poco dopo le 23.

Non ha lasciato tracce nemmeno questa volta. Non ha fatto come durante gli ultimi raid, quando per terra erano rimaste tracce del suo passaggio: pagine di carta, delle pubblicità dei supermercati lasciati nelle cassette delle poste. Utilizzate come micce.

Sabato sera a Barbanella, quando gli abitanti del quartiere alle porte della città hanno sentito arrivare i vigili del fuoco e hanno visto di nuovo le auto dei carabinieri, sono ripiombati in un incubo che va avanti ormai da due anni. Le auto distrutte dalle fiamme sono state 17, in totale. Quasi tutte parcheggiate sotto i loggiati di quei palazzoni utilizzati come garage. Pensavano di proteggerle in quel modo. Ma il piromane non si è mai fatto scoraggiare né dalle persone che potevano vederlo dalle finestre, né da chi la sera si trova per strada. Ha colpito sempre intorno alle 21, tranne sabato sera quando le lancette dell’orologio erano ormai ferme alle 23.20.

Tre auto, in una notte. Per il suo ritorno sulla scena, questa volta, ha voluto fare le cose in grande. Tutte nella stessa zona.

Soltanto una volta, ormai quasi un anno fa, un ragazzo raccontò ai carabinieri di aver visto una sagoma, un uomo vestito di scuro, con il bavero del giubbotto alzato che si stava allontanando a passo svelto. Ma quella segnalazione per ora non ha portato da nessuna parte. Non lo ha visto in faccia nessuno, quell’uomo. Ma di auto ne ha distrutte parecchie, costringendo gli abitanti della zona a passare notti insonni.

Una Opel, una Punto e una Smart. È questo il bilancio dell’ultimo raid del piromane di Barbanella. Auto di piccola cilindrata che sono costate soldi e sacrifici a chi le aveva acquistate.

I residenti più e più volte hanno chiesto anche l’intervento del Comune per l’installazione delle telecamere di videosorveglianza. Ma per ora, l’amministrazione ha privilegiato le zone centrali per accendere gli occhi elettronici.

I vigili urbani, la polizia e i carabinieri hanno intensificato i controlli. Ma per ora le tracce lasciate dall’uomo sono troppo poche per svelare la sua identità.

E la caccia continua: dopo l’ultimo incendio, in via Rovetta e in via Vico, chi abita nei palazzi ha di nuovo smesso di dormire sonni tranquilli. Troppa la paura di affacciarsi alla finestra e vedere le fiamme che avvolgono le loro vetture.

Anche le ultime sono state distrutte nello stesso modo: le fiamme sono partite dalla parte anteriore dell’auto. Sugli pneumatici, là dove il rogo non ci mette troppo a partire e mangiare tutta la lamiera della carrozzeria.

Ora i controlli saranno intensificati, e i carabinieri si sono rimessi sulle tracce del piromane. Sperando questa volta, di riuscire a fermarlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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