Il presidio
Incastrato con l’auto nella strettoia dopo la notte brava
Ha svegliato gli abitanti del borgo al suono del clacson: ai carabinieri anziché la patente ha dato la tessera della Coop
ROCCATEDERIGHI. Per la terza volta in pochi mesi un'auto è rimasta incastrata nella strettoia di via del Piano, a Roccatederighi. Stavolta, però, a differenza dei due precedenti, è successo il finimondo. Tre ore di baldoria: un'intera via svegliata in mezzo alla notte, il complicato intervento del carro-attrezzi e infine i carabinieri, chiamati a calmare le acque e riportare alla ragione un giovane residente nel comune di Gavorrano, autore della prodezza e in preda ai fumi dell'alcol.
E' successo nella notte tra venerdì e sabato. Il tipo viaggiava da solo. Pare che fosse salito a Roccatederighi per una cena. Non ha saputo/voluto dire dove e con chi. Né il perché abbia imboccato quella stradina - alle pendici del centro storico - percorribile soltanto da apini, moto e altri mezzi di larghezza inferiore a un metro e 20.
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Una strettoia chiaramente segnalata (in più punti). Ci sono serate, però - quando si ha vent'anni o giù di lì - in cui prevale la sensazione che tutto sia possibile, anche passare con una Fiat Punto laddove lo impediscono le più elementari leggi della fisica, prima ancora di un colpo d'occhio.
Le famiglie che vivono qui raccontano che in diverse occasioni, nell'ultimo anno, sono dovuti uscire dalle case per aiutare chi aveva imboccato in auto la maledetta strettoia in discesa che collega via del Piano con la campagna. Una volta un tedesco, un'altra (durante l'estate) un anziano di un paese vicino. Ogni volta maldestri tentativi di retromarcia, spinte, acrobazie per uscire dall'abitacolo e infine l'immancabile intervento di un trattore o di un carro attrezzi a rimorchiare la vettura mal ridotta. Eppure sabato mattina, quando l'alba era ancora lontana, si è andati ben oltre.
Il giovane alla guida dell'auto non si è rassegnato all'idea di trovarsi intrappolato in mezzo a due muraglioni. Si è attaccato al clacson, ha imprecato. Poi, nel corso di ripetute, impossibili manovre, ha letteralmente consumato gli pneumatici, facendo sull'asfalto una buca profonda diversi centimetri, ha bruciato la frizione, ha grattato il muro in più punti (immaginarsi la carrozzeria della macchina). Solo i carabinieri e alcune persone uscite dalle case lo hanno dissuaso, vista l'ora, dal proseguire in quella rumorosa “missione”. La buona notizia è che nessuno si è fatto male, anzi c'è stato spazio e tempo anche per sorrisi e battute, come quando al posto della patente ai militari dell'arma è stata offerta la tessera della Coop.
A portare il giovane sulla cattiva strada, o meglio sulla strada sbagliata, non il navigatore satellitare ma - pare - un'indicazione mal compresa, che a quell'ora (le 2 del mattino) non si capisce chi possa aver dato. L'avventura si è conclusa a giorno alto con la notifica del ritiro della patente per stato di ebbrezza da parte dei carabinieri di Montieri e la vettura mal ridotta portata via da un familiare del brillante protagonista di questa storia. A volte è un attimo e una notte da leoni può trasformarsi in un mattino da c....i.
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