Il presidio
Antonia muore a 108 anni due giorni dopo la figlia
La “nonna” di Marsiliana viveva in completa simbiosi con la sua Valdina Dopo che quest’ultima si è spenta per una malattia si è lasciata andare
MARSILIANA. La nonnina di Marsiliana se n’è andata per sempre 48 ore dopo la figlia. Antonia Rossi si è spenta a 108 anni nella sua casa a due giorni di distanza dalla figlia Valdina Camilli, stroncata a 65 anni da una malattia. Due vite - quelle di mamma e figlia - che sono corse sempre fianco a fianco, nella frazione mancianese; l’una accanto all’altra fino alla morte, condividendo e assaporando ogni istante della propria esistenza. Difatti - morta l’una - l’altra non ha potuto continuare in sua assenza e si è spenta anche lei poco dopo.
Una lunga vita quella di Antonia che ha sempre vissuto circondata dall’affetto di sua figlia con cui ha vissuto per circa 35 anni. «Mia mamma e mio babbo – racconta la nipote Francesca Malacarni - hanno accudito mia nonna fino alla fine con tantissimo amore. Per il mio babbo era come una mamma».
Antonia Rossi era nata a Sorano il 25 novembre del 1907. In Maremma si era trasferita nel 1951. Sposata con Vittorio Camilli, morto nel 1994, aveva 4 figli. La nonnina di Marsiliana aveva sempre lavorato la terra nel podere che le era stato assegnato dall’Ente Maremma, una vita dura, come quella di chi ha vissuto la guerra. Di ricordi Antonia ne aveva davvero tanti. Era colei che a Marsiliana racchiudeva la storia dei tempi che furono, del secolo scorso. Per questo non molto tempo fa era stata intervistata dalle maestre della scuola elementare di Marsiliana, scuola frequentata dalle sue bisnipoti, per raccontare ai ragazzi della sua vita e delle sue esperienze. E di esperienze Antonia ne aveva vissute tante soprattutto durante la seconda guerra mondiale. «Tante volte – racconta Francesca - a me e a mia sorella Valeria e anche alle nostre figlie ha raccontato le paure e i rischi affrontati con mio nonno durante la seconda guerra mondiale, con i tedeschi alla porta». Tanti ricordi e tanto amore, quello che legava Antonia a Valdina, quella figlia con cui ha vissuto fino alla fine e dalla quale non si è voluta separare troppo a lungo.
Una vita passata in simbiosi. «Mia mamma – dice Francesca – esaudiva ogni desiderio di mia nonna. Se mia nonna chiedeva la polenta aveva la polenta e così per ogni altra cosa». Un’esistenza fatta di tanto amore, una lunga vita vissuta nella pienezza delle sue facoltà e sempre accudita dalla figlia e dal genero. «Lo scorso Natale - continua la nipote – nonna giocava con noi a tombola e fino a pochi anni fa faceva le presine all’uncinetto, aiutava mia mamma a chiudere i tortelli fatti in casa. Anche di recente, nonostante la vista l’avesse abbandonata, puliva fagiolini e piselli». Per i 100 anni Antonia aveva avuto una grande festa con tanto di targa dell’allora sindaco di Manciano.
Antonia e Valdina sono state fino all’ultimo due anime legate a doppio filo: la figlia ha assistito la madre finché la salute gliel’ha consentito e la malattia non ha avuto il sopravvento sui propri sforzi di guarigione. Si è aggravata d’estate e si è spenta il 13 ottobre, pochi giorni fa. Da quel momento anche la vita di Antonia non è stata più la stessa. L’anziana si è lasciata andare e ha smesso di mangiare e bere fino alla morte, avvenuta dopo soli due giorni la scomparsa della figlia. Antonia aveva capito che senza la sua Valdina la propria vita non sarebbe stata la stessa.
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