Il Tirreno

Grosseto

Stati generali contro la centrale di Montenero

di Fiora Bonelli
Stati generali contro la centrale di Montenero

In attesa che la Regione Toscana si pronunci sull’impianto istituzioni, comitati, imprenditori e cittadini dicono no

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MONTENERO D’ORCIA. Stati generali contro l’ipotesi di una centrale geotermica che la società Gesto vuole costruire, con un impianto pilota, a Montenero d’Orcia.

Questo impianto geotermico non s’ha da fare. Lo hanno ripetuto venerdì sera, nella sala polivalente di Montenero, istituzioni, comitati e imprenditori che con tanti cittadini si sono dati appuntamento per coordinare le azioni contro la costruzione della centrale.

L’assemblea, con un tavolo a cui partecipavano unitariamente il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci con l’assessore montenerino Franco Giannetti, la minoranza con Alessandra Vegni e Sandro Ginanneschi, Pino Merisio di Sos geotermia ed esponenti di Agorà cittadinanza attiva hanno detto a chiare note ancora un no all’ipotesi di sfruttamento del vapore anche se la centrale è a ciclo binario.

Il sindaco di Castel del Piano ha informato di aver detto ancora no alla documentazione integrativa presentata da Gesto Geothermal Italy, che vuole ottenere la Via.

Infatti, secondo la legge, le amministrazioni comunali sono chiamate a esprimere il parere tecnico di competenza su quella documentazione integrativa riguardante la Via, la valutazione di impatto ambientale senza la quale l’opera non può vedere la luce. Poi toccherà alla Regione e infine al ministero a dire l’ultima parola.

Ma per convincere la Regione che quella centrale proprio non ha ragione di esistere in un territorio vocato all’agricoltura di qualità e con un ambiente ancora incontaminato, i sindaci dell’Amiata erano stati ascoltati anche dalla quarta commissione del consiglio regionale della Toscana davanti alla quale si erano presentati anche alcuni imprenditori.

In commissione sono state presentate le considerazioni rispetto al proliferare di richieste per la creazione di impianti a media entalpia che grazie alla liberalizzazione in questo settore energetico, potrebbero sorgere un po’ dappertutto in Amiata. Come il caso di Montenero d’Orcia, appunto.

Per stoppare certe operazioni già in corso, poco prima delle elezioni, la Regione Toscana decretò una sospensiva di sei mesi.

Ma gli effetti della sospensiva per le autorizzazioni alla ricerca sono cessati dal mese di agosto. A questo punto, in attesa, comunque, che la Regione Toscana dica una parola chiara sulla questione e definisca in quali territori costruire centrali e in quali no, il Comune di Castel del Piano ha continuato a esprimere parere negativo anche alle integrazioni della documentazione Gesto, inviando le sue considerazioni alla Regione.

Operazione sostenuta in toto anche dalla minoranza. Ma fino al 25 ottobre c’è ancora tempo perché anche altri portatori di interesse, oltre al Comune, presentino osservazioni a quella documentazione integrativa.

E ve ne sono tantissime pronte per essere inviate.

Saranno le osservazioni presentate a dover convincere, alla fine, il ministero competente a stoppare di nuovo l’operazione Gesto e prendere tempo.

«Bisogna dimostrare con le nostre osservazioni - hanno detto tutti - che questa centrale non c’entra nulla con un territorio ad altro vocato e con la sua fragilità strutturale».

Un elemento su cui in tanti hanno battuto è che a quella documentazione manca uno studio da parte di Gesto sulla sismicità e su questo elemento si avverte che si concentreranno alcune osservazioni.

Le quali, se fossero insufficienti o poco convincenti, sarebbero cestinate e allora, davvero, il progetto pilota potrebbe essere realizzato.

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