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«Multe nelle vigne, editti barbari»
Lo studioso Raffi: cogliere olive e uva con amici e parenti è un’antica tradizione
ARCIDOSSO. In Amiata, mentre sta per chiudere anticipatamente la raccolta delle castagne in un’annata non proprio splendida ma migliore di quella terribile dello scorso anno, si attende con più fiducia l’avvio della stagione delle olive che al contrario, dopo il disastroso raccolto dell’anno passato, sembra promettere bene, per lo meno in certe zone amiatine.
Tutto a posto allora? Niente affatto. Il perché lo spiega da Arcidosso Giulio Raffi, acuto osservatore della società arcidossina e cultore di storia e tradizioni: «La politica sembra metterci del suo - sottolinea Raffi - per rendere impraticabile ciò che dovrebbe essere agevolato. In un’epoca di ristrettezze finanziarie, invece di andare a pescare nel capiente bacino dell’evasione corposa dei caldi paradisi fiscali, si sguinzagliano plotoni di ispettori per le più impervie colline di vigneti e oliveti a caccia dei poveri possidenti di esigui fazzoletti di territorio, bollati come incalliti evasori».
Raffi punta il dito contro chi non comprende tradizioni storiche e la pratica di cogliere olive e uva con l’aiuto di amici e parenti con pranzo finale in amicizia. Com’è successo in Piemonte (ma può accadere in Maremma), «può capitare che un incauto coltivatore della domenica, possessore di un lembo di vigna, avendo invitato amici e parenti a una vendemmia-scampagnata da concludere con festosa cena, venga colto sul fatto dagli ispettori dell’Inps in cerca di lavoratori irregolari, e si veda appioppare una multa di oltre 20 mila euro. Come non indignarsi verso le cecità del legislatore? In certe realtà per lo più marginali, dove sopravvive un’agricoltura essenziale di tipo hobbistico con unico riferimento le antiche tradizioni e non il vantaggio economico, ciò vuol dire essere preda di un’ottusità autolesionistica a spesa di noi tutti». Ma quegli usi e costumi più che centenari hanno valenza legale, rammenta Raffi, e non si possono annullare con barbari editti per scoraggiare la pratica di chi non avendo un proprio oliveto collabora con amici e parenti per fare una scorta annuale d’olio. Volerla scoraggiare con questi sciagurati “gabellaggi” medioevali, oltre che deleteria, è una provocazione da respingere in ogni maniera». (f.b.)
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