Il Tirreno

Grosseto

«Malata per il gioco» ha aggredito la vicina Rimane in carcere

di Pierluigi Sposato
«Malata per il gioco» ha aggredito la vicina Rimane in carcere

Castiglione, la donna arrestata ha dato spiegazioni al gip Un’ora di interrogatorio nell’aula del Tribunale

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GROSSETO. Resta in carcere Maria Rosaria Madonna. Resta in carcere per la gravità del fatto e perché comunque, al momento, non c’è una destinazione diversa possibile. Resta in carcere e lì probabilmente potrà cominciare il suo cammino di recupero psicologico.

Perché la donna di 56 anni originaria di Ercolano che mercoledì ha aggredito la sua vicina di casa ha anche e soprattutto bisogno di aiuto per uscire da quel tunnel in cui si era infilata con il passare del tempo. Un tarlo che ha scavato nella sua mente fino a indurla, disperata, a cercare una soluzione al suo problema cercando di portare via una collana d’oro alla vicina di 88 anni. Il problema di Maria Rosaria è il gioco. Una malattia. Lo ha ammesso lei stessa rispondendo alle domande del giudice delle indagini preliminari Marco Bilisari, che per un’ora l’ha ascoltata nell’aula del palazzo di giustizia di piazza Albegna-Fabbrini. Qui la donna era arrivata dal carcere di Pisa, accompagnata dalla polizia penitenziaria. Ha incontrato il suo difensore, l’avvocato Marco Fanti, e insieme sono entrati nell’aula, presente il sostituto procuratore Salvatore Ferraro.

La signora Madonna non ha saputo dire se ci sia stato un motivo scatenante. Forse in quel momento non ha capito nemmeno lei perché ha afferrato quella mazza da baseball (una mazza non regolamentare da gioco, ma più piccola) e si è accanita su quella donna che con lei aveva avuto sempre un ottimo rapporto. Un raptus. Una violenza che ha fatto ipotizzare il tentato omicidio con rapina. Poi, con il passare del tempo, i fatti devono essersi chiariti anche a lei. Ieri la donna era serena in volto, anche se provata dai giorni di detenzione già trascorsi. Il giudice si è ritirato in camera di consiglio, poi ha emesso l’ordinanza con la quale convalida l’arresto e dispone la detenzione in carcere. Non c’è altra soluzione, non ci sono domiciliari a portata di mano: il marito di Maria Rosaria è un marittimo e ancora non è stato sbarcato. Una soluzione potrebbe essere costituita da altri parenti che abitano in Maremma e da altri nel Napoletano.

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