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Duna: «La pineta di ponente sta morendo»

Duna: «La pineta di ponente sta morendo»

FOLLONICA. La pineta sta morendo: l'appello dell'associazione La Duna al Comune per trovare delle soluzioni al decadimento del parco di viale Matteotti. Le foto non lasciano spazio a molte parole:...

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FOLLONICA. La pineta sta morendo: l'appello dell'associazione La Duna al Comune per trovare delle soluzioni al decadimento del parco di viale Matteotti.

Le foto non lasciano spazio a molte parole: le riprese aeree della pineta di ponente raccontano da sole quello che è accaduto negli ultimi anni al polmone verde della città del golfo. In quello spazio hanno trascorso molto tempo tantissimi follonichesi oggi adulti che hanno un ricordo nitido della bellezza dei tanti pini che riempivano la zona.

Ora molti alberi non ci sono più e al loro posto ci sono spiazzi vuoti, dove le nuove piantumazioni stentano a crescere. «Una volta il ricordo fotografico era delegato alla buona volontà di alcune persone che mettevano da parte le foto a cui davano più valore o semplicemente tenevano come ricordo – dicono dall'associazione La Duna - Grazie a loro oggi abbiamo delle testimonianze preziose di cosa era la vita di una volta, anche solo poche decine di anni fa. Per quello che riguarda la nostra pineta di ponente ci possiamo affidare anche alle immagini del web, al quale difficilmente sfugge qualcosa. Ed ecco qua servito il veloce decadimento del tratto finale tra via Merloni e via Matteotti, dalla pista dei pini al parco dei bimbi. Decine e decine di pini che sono seccati e morti ed hanno lasciato il posto ad una distesa di terra assolata interrotta qua e là da cespugli o piccole piante in attesa di crescere. Facile e difficile parlare di colpe, dare responsabilità. Il succo è che una parte della pineta è morta, un altra parte sta morendo e non si vedono soluzioni ne studi in atto ad alleviare il danno».

Qualche lavoro per la ristrutturazione della pineta è stato fatto: il Comune ha provveduto alla sistemazione degli arredi, al ripristino delle staccionate, alla riapertura dei bagni pubblici, e anche all'installazione di nuovi giochi per i piccoli.

Ma quello che preoccupa non sono tanto gli allestimenti interni quanto la mancanza di alberi e il rifiorimento del parco che difficilmente i follonichesi vedranno riportato alle origini, almeno non nel futuro prossimo.

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