Il presidio
Cinque imprenditori rinviati a giudizio L’accusa è bancarotta
GROSSETO. Cinque imprenditori sono stati rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta in due distinti procedimenti penali, risalenti al 2013 e al 2014. Il 27 gennaio prima udienza dibattimentale...
GROSSETO. Cinque imprenditori sono stati rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta in due distinti procedimenti penali, risalenti al 2013 e al 2014.
Il 27 gennaio prima udienza dibattimentale davanti al collegio per Manuel Magni, 45 anni, il padre Giulio Magni, 71 anni, e Sabrina Barlozzi, 41 anni (difese Lottini, Soldani e Oneto): al centro dell'inchiesta la società Abramomax di Orbetello, una spa nata per la trattazione di immobili dichiarata fallita nel 2012. Manuel (amministratore di fatto e poi amministratore unico tra il 2008 e dopo il 2009) e il padre avrebbero distratto 375mila euro, cioè il denaro contenuto in un bonifico del 2008 che avrebbe contenuto la firma contraffatta di Barlozzi, che risultava amministratore unico tra il 2008 e il 2009 (caparra preliminare acquisto immobile). Il solo Magni avrebbe poi distratto altri 3.100 euro (assegno e bonifico - 2009). Manuel e Barlozzi altri 2.800 euro (prelievi dal conto - 2008). Il tutto, secondo l'accusa, avrebbe creato pregiudizio ai creditori se non un vero e proprio danno patrimoniale di rilevante gravità. Agli atti del procedimento la relazione del curatore e quella del consulente tecnico della Procura.
Il giudice dell'udienza preliminare Sergio Compagnucci ha rinviato a giudizio anche Mario Dell'Ira, 63 anni, di Ponsacco, e Nicola Falconi, 76 anni, di Crespina Lorenzana, due centri della provincia di Pisa, il primo liquidatore dal giugno 2009 della società immobiliare Socim srl dichiarata fallita nel 2011, il secondo legale rappresentante della stessa società fino al giugno 2009. A entrambi, per le rispettive qualità, la Procura contesta la sottrazione o distruzione delle scritture contabili obbligatorie. Falconi avrebbe anche distratto ben 864mila euro, di cui 135mila euro con prelievi e 729mila con bonifici (di cui 702mila sul proprio conto corrente). Per loro due (difese Scialla e Capone) il processo davanti al collegio del Tribunale inizierà il 13 gennaio. Qui, oltre alla relazione del curatore fallimentare, anche l’informativa della guardia di finanza della Procura.
(p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google