Il Tirreno

Grosseto

Storia e architettura. Passeggiata in otto tappe

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Dall’ex Chelliana a Sterpeto nei luoghi della Grande guerra. Idee per trascorrere una domenica diversa

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GROSSETO. Durante la prima guerra mondiale ospitò un ospedale per i feriti. Oggi, dopo essere rimasto chiuso per vent’anni per lunghi lavori di ristrutturazione, riaprirà i battenti in occasione della Fai Marathon. È Palazzo Mensini, noto ai più come ex liceo classico ed ex biblioteca Chelliana, che oggi si mette in mostra insieme ad oltri sette luoghi da riscoprire sulle tracce della Prima guerra mondiale.

Edifici, caserme, scuole, cimiteri, lapidi, obelischi: quella di oggi sarà una domenica per ritornare su luoghi la cui presenza è familiare per chi abita la città ma che nascondo al loro interno tracce di uno dei capitoli più sanguinosi della storia del Novecento, spesso ignorati dagli abitanti.

La giornata è organizzata dal Fai, Fondo ambiente italiano, che propone una passeggiata culturale aperta ai cittadini di tutte le età, per conoscere la storia, l'identità, il patrimonio artistico e architettonico della propria città. L’evento nazionale, promosso con la partnership del Gioco del Lotto, si svolge in contemporanea in 130 città d’Italia, grazie al contributo di oltre 3.500 volontari Fai.

A Grosseto la Fai Marathon partirà da via Mazzini, di fronte alla sede Unuci, dove sarà allestito il banchetto Fai, dalle 10 alle 18. Qui sarà possibile iscriversi al Fai e ottenere materiale informativo e gadget. Le partenze per gli itinerari sono libere. In alcuni siti i volontari del Fai accoglieranno i visitatori direttamente dando informazioni di carattere storico -artistico.

I luoghi scelti dalla Fai Marathon sono otto in tutto: il Parco della Rimembranza sulle Mura medicee, sul bastione davanti al palazzo della guardia di finanza, con il monumento e l’obelisco ai caduti. C’è poi la scuola elementare Gino Tombari di via Mazzini 63, intitolata al tenente medaglia d'argento morto sull'Altopiano d'Asiago. Una tappa importante, come già accennato, è Palazzo Mensini, ex liceo classico ed ex biblioteca Chelliana, in via Mazzini 36, durante la Grande Guerra adibito ad ospedale militare. Qui nel 1925 fu posta una lapide che oggi non è più visibile, in ricordo degli studenti caduti in guerra. L’edificio al momento è un cantiere, in vista della riapertura del pian terreno dove tornerà ad essere ospitata la biblioteca Chelliana, per cui si potrà visitare solo l'androne e con le dovute precauzioni.

Un altro edificio scelto dalla Fai Marathon è la sede del Liceo Rosmini, in via Porciatti, in cui invece è ancora presente la lapide in ricordo degli studenti caduti in guerra. L'itinerario tocca anche il cimitero di Sterpeto, in via Martiri delle Foibe Istriane, con il padiglione ai caduti e il monumento dedicato ai prigionieri austriaci morti in Maremma, la caserma dei carabinieri in piazza La Marmora, che conserva nella parte esterna una lapide con il numero dei caduti maremmani nel conflitto. Quindi l'ex Orfanotrofio Garibaldi, in via Mameli 15 all'interno del quale però non si potrà entrare essendo stato dichiarato inagibile. Anche per questa struttura entro la fine dell'anno partiranno i lavori di riqualificazione, che in primis riguarderanno il rifacimento del tetto. Infine la sede dell’Unuci, Unione nazionale degli ufficiali in congedo d’Italia, in via Mazzini 73.

Oltre alle visite libere nei luoghi della Prima Guerra mondiale, la giornata prevede anche tre conferenze che si svolgeranno nella sede grossetana dell'Unuci (via Mazzini 73).

Stamani alle 11.30 Pietro Pettini, presidente dell’ordine provinciale degli architetti, parlerà dell’architettura dei luoghi toccati dalla Fai Marathon e della Grosseto del secondo decennio del 1900.

Alle 17 il colonnello Marchisio del Cemivet (Centro militare veterinario) di Grosseto interverrà su “L'impiego dei cani nella ricerca dei feriti sui campi di battaglia della prima guerra mondiale”.

Nel pomeriggio il maresciallo Brancaccio del Quarto stormo, proietterà delle immagini che attestano che ile prove del prototipo dello Sva 10 biposto con cui D’Annunzio volò nell'agosto del 1918 furono effettuate nel febbraio-marzo dello stesso anno a Grosseto, lontano da occhi indiscreti. Si ringrazia per la collaborazione la sezione Unuci di Grosseto.

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