Il presidio
Scuole, Cerulli chiede un’unica dirigenza
Alla conferenza zonale il primo cittadino dell’Argentario invoca l’accorpamento E bisticcia con Monica Paffetti «grande assente a una riunione che la riguardava»
MONTE ARGENTARIO. I sindaci della bassa Maremma si sono riuniti, nel pomeriggio di giovedì, in una conferenza zonale sull’istruzione.
Un’occasione per discutere dei problemi presenti nei vari comuni, tra cui quello di Monte Argentario, dell’Isola del Giglio, di Capalbio, Magliano e Orbetello. Assente il primo cittadino lagunare Monica Paffetti, sostituita da un delegato comunale. Per quanto riguarda il promontorio, il sindaco Arturo Cerulli ha richiesto dei cambiamenti sulla dirigenza dei poli scolastici argentarini, specialmente dopo le modifiche apportate alle scuole elementari (unite adesso in un’unica struttura, la Mazzini nel piazzale Sant’Andrea) e le medie (situate adesso all’Appetito).
«Abbiamo chiesto - dice Cerulli - che le scuole vengano unificate con un’unica dirigenza, anziché due come avviene adesso. Rosa Tantulli è attualmente, il dirigente del polo Monte Argentario-Giglio e supplente del polo Mazzini. Questo va anche in antitesi con la logica di Orbetello, che vuole conservare una dirigenza che forse non ha più, mentre tutti gli anni cerca di accaparrarsi delle scuole. Alla conferenza la Paffetti non c’era e il discorso è stato dedicato anche a Orbetello per tre ore, ma c’era solo un funzionario. Lei ha mandato una nota scritta dove ha chiesto che la dirigenza di Capalbio passasse a Orbetello, cosa che non è piaciuta a Bellumori, che si è riservato di portare comunque la proposta all’interno del consiglio comunale capalbiese. Alla conferenza si è parlato anche dei certificati di sicurezza che abbiamo acquisito per le nostre scuole e degli sforzi che stiamo facendo, per i quali abbiamo ricevuto anche un plauso».
L’incontro è stato anche occasione per parlare della proposta di Cerulli di alleggerire le cartelle e gli zaini degli studenti che, ormai, sono costretti a portarsi dietro chili e chili di testi scolastici.
«Non mi sembra giusto - dice - che ogni anno cambino i libri, così come i nostri bambini debbano portare ogni giorno zaini degni di robusti scaricatori di porto. In Indonesia (paese del terzo mondo) i libri vengono consegnati dalla scuola agli studenti, che a fine anno devono restituirli per poterli riutilizzare l’anno dopo. Se qualche libro viene perso o distrutto il responsabile lo ricompra. Insomma, un libro (a parte pochissime eccezioni) è valido per decenni, se il corpo insegnanti fosse disponibile potremmo proporre questa cosa anche qui da noi. Ad esempio - prosegue Cerulli - la religione è la stessa da 2000 anni, ma questo vale per tutte le materie come l’italiano, la matematica e l’inglese. L’unico libro a cambiare, ma solo negli ultimi anni, potrebbe essere quello di storia. Insomma, potrebbero esserci spese minori e, perché no, si potrebbero utilizzare i tablet per portare meno peso».
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