Il presidio
Distanze più brevi tra Democratici e Sel ma la Citerni frena
GROSSETO. In casa Pd c’è chi pensa di allargare la coalizione. E c’è chi vocifera di un accordo – che sarebbe vicinissimo – con Sel. L’appuntamento con le Comunali 2016 è una di quelle tornate con...
GROSSETO. In casa Pd c’è chi pensa di allargare la coalizione. E c’è chi vocifera di un accordo – che sarebbe vicinissimo – con Sel. L’appuntamento con le Comunali 2016 è una di quelle tornate con l’esito incerto. La fascia tricolore è alla portata di tre blocchi contrapposti. Centrosinistra, centrodestra, Movimento Cinque stelle. Tutti, in teoria, possono acciuffare il ballottaggio.
Ecco perché il Pd potrebbe cercare un’unione con la Sinistra. Quella Sinistra che per cinque anni ha dimostrato di avere altri programmi: basti pensare al caos Farmacie comunali – che il Comune, al contrario di Sel, voleva vendere – e alla contrapposizione alla Riforma sulla Sanità voluta da Enrico Rossi. Ma tant’è.
Arrivare a una sintonia vorrebbe dire poter vantare qualche punto percentuale in più. Ossigeno. Eppure – questo è quel che pensano diversi esponenti Dem da sempre poco inclini ad accordi con la Sinistra estrema – il presentarsi a braccetto con chi ha segnato un altro percorso ideale nei cinque anni del Bonifazi bis, significherebbe mostrare il fianco a critiche. Pure feroci. Ecco dunque l’indecisione.
Per il momento, a spazzar via ogni dubbio ci pensa Cristina Citerni. Capogruppo di Sel, alle scorse elezioni, la Citerni si era candidata con una lista a sé, in contrapposizione al Bonifazi secondo. Raccolse poco meno di 4.000 voti, oltre l'8,3 per cento. «E sono sempre stata coerente con quel mandato, anche quando sono rimasta da sola – punge – dopo l’abbandono dell’altro consigliere eletto» ovvero David Buzzetti, passato al Pd.
A proposito di un possibile matrimonio con il Pd, la Citerni frena e chiarisce: «È tutto prematuro – dice – Abbiamo riflettuto e vogliamo aprire una costituente della Sinistra. Non un soggetto fatto di segreterie che si uniscono, ma d’idee, persone, movimenti che si riappropriano della città. Ne nascerà una carta di valori. E sarà con quella alla mano che ci confronteremo con i democratici. Ma a oggi, ripeto, non c’è nessun accordo».
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