Il presidio
Tartarughe maltrattate ospitate a Massa
Ventotto esemplari sono stati sequestrati in provincia di Firenze e portati nel centro di recupero
MASSA MARITTIMA. Da una gabbia di tre metri per uno a Bagno a Ripoli al centro per tartarughe di Massa Marittima. È questo il percorso di una trentina di tartarughe che sono state sequestrate ieri dalla Forestale a un privato cittadino. L’uomo teneva in giardino, in condizioni ritenute non idonee e in modo non lecito, 28 tartarughe terrestri della specie Testudo Hemanni, protette dalla Cites.
A scovarle sono state le guardie zoofile dell’Enpa e la Forestale che, su ordine della procura fiorentina, in seguito a una perquisizione in un’abitazione a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, le hanno sequestrate e portate in Maremma.
Secondo quanto spiega una nota della Forestale le tartarughe erano tenute in un terrario nel giardino dell’abitazione, «chiuse in un ambiente non idoneo di tre metri per uno, debitamente coperte con telo, ovvero senza una adeguata stabulazione, su una platea di cemento».
Gli animali, si legge ancora, «oltre che al maltrattamento per detenzione incompatibile con l’etologia della specie risultavano senza nessuna autorizzazione del competente autorità amministrativa» della Forestale.
Una volta sequestrate le tartarughe sono state portate nel centro di recupero a Massa Marittima.
Nel seminterrato dell’abitazione sono stati inoltre trovati otto gatti di razza persiana, «apparentemente in buono stato di salute e liberi nella stanza, ma sicuramente in condizioni di stabulazione non adatta alla specie».
I felini al momento non sono stati sequestrati, considerato le certificazioni veterinarie presenti dei gatti ma è stato redatto un verbale di prescrizioni per migliorare la loro sedentaria permanenza in un ambiente igienicamente più adatto, con aria e luce solare.
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