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Grosseto

Morte di Pino Daniele, la Procura chiede l'archiviazione

Pino Daniele
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Pino Daniele

Il cantante aveva avuto un attacco cardiaco nella sua villa maremmana e aveva deciso di non rivolgersi all'ospedale di Orbetello

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ORBETELLO. Non ci sono responsabilità di terzi nella morte di Pino Daniele, il cantautore napoletano deceduto il 4 gennaio scorso per un progressivo decadimento dell'organo cardiaco. Lo ha deciso la Procura di Roma che ha chiesto al gip di archiviare il procedimento aperto per omicidio colposo.

Pino Daniele, un soggetto "affetto da cardiomiopatia dilatativa post-ischemica, coronaropatico e già sottoposto ad intervento di by-pass aorto-coronarico e iperteso", aveva avuto un malore nella sua villa in provincia di Grosseto e aveva espressamente chiesto di essere trasportato a Roma per essere controllato dal cardiologo di fiducia. Così l'ambulanza che era stata già chiamata e che lo avrebbe potuto portare nel più vicino ospedale di Orbetello venne mandata indietro perchè l'artista napoletano, come già era successo altre volte nei casi di malore, pretendeva di affidarsi esclusivamente alle cure di chi conosceva bene la sua storia clinica.

Nel sollecitare l'archiviazione, il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Marcello Monteleone non hanno potuto non tenere conto delle conclusioni del collegio dei consulenti nominati a suo tempo per fare luce sulle cause del decesso. E secondo gli esperti, se Pino Daniele avesse scelto di essere ricoverato a Orbetello avrebbe avuto sicuramente maggiori possibilità di salvarsi, ma non è sicuro che avrebbe comunque superato il grave episodio cardiaco.

"La scelta di ricorrere alle cure dell'Ospedale S. Eugenio a Roma - scrissero i consulenti della Procura - ha privato Pino Daniele di giovarsi di opportunità terapeutiche in modo tempestivo ma non possiamo affermare con alta e neppure buona probabilità logica, ma solo in termini di riduzione di chance, che il trasporto in Centro attrezzato più vicino sarebbe stato salvifico".

Preferire il trasferimento nel nosocomio romano piuttosto che "affidarsi ai sanitari dell'ambulanza medicalizzata e/o raggiungere il Centro ospedaliero più vicino (Grosseto)" ha rappresentato per il cantautore napoletano la perdita di un'opportunità.

"Resta il dolore per la morte di un grande artista che aveva scelto di vivere in Toscana, ma conforta sapere che la nostra sanità si è mossa in modo corretto e che non c'è stato nessun ritardo nei soccorsi. L'ambulanza inviata dal 118 fu rimandata indietro per scelta della famiglia. La conclusione dell'indagine della Procura di Roma sulla morte di Pino Daniele esclude ogni responsabilità da parte della Asl di Grosseto". Questo il commento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in seguito alla richiesta di archiviazione dell'inchiesta sulla morte del cantante napoletano da parte della Procura di Roma. Il reato ipotizzato era omicidio colposo, ma le indagini hanno accertato che dietro la morte di Daniele non ci sono responsabilità, e che il trasferimento e l'eventuale ricovero all'ospedale di Orbetello, località più vicina alla residenza toscana dell'artista, non sarebbe stato risolutivo del problema cardiaco che ne ha provocato la morte.

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