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Arcidosso non va con Santa Fiora

Arcidosso non va con Santa Fiora

Applausi per il sindaco Marini che ha confermato lo status quo

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ARCIDOSSO. Appalusi a scena aperta al sindaco di Arcidosso Jacopo Marini, quando, martedì pomeriggio, durante il consiglio comunale, ha ufficialmente dichiarato che l’istituto comprensivo di Arcidosso resterà con quello di Castel del Piano.

Come già aveva anticipato nei giorni scorsi, il sindaco di Arcidosso, dunque, in un affollatissimo consiglio comunale a cui hanno partecipato insegnanti e addetti ai lavori della scuola, ha ribadito che il comprensivo arcidossino non andrà con quello di Santa Fiora, ma rimarrà con l’autonomia di Castel del Piano.

Una questione che dura ormai da tempo, questa, sollevata dal comune di Santa Fiora che vuole un comprensivo autonomo che al momento, però, non raggiunge i 400 alunni che gli consentirebbero di ottenerla. Ragion per cui Santa Fiora, per bocca dell’assessore Luciano Luciani, aveva messo sul piatto varie ipotesi, fra cui quella dell’accorpamento Santa Fiora e Arcidosso o quella di Santa Fiora Castell’Azzara.

Ma per il comprensivo di Arcidosso c’è stata un’alzata di scudi di insegnanti e genitori, contrarissimi a fare questa scelta. Nonostante le rassicurazioni arrivate da Marini, la minoranza arcidossina ha presentato un’interrogazione. La patata bollente ha riempito la sala dell’assemblea di maestre, docenti, operatori scolastici.

«Andare con Santa Fiora – ha spiegato Marini – costituirebbe un terremoto nello scacchiere scolastico, perché sarebbero più scuole a dover cambiare istituto per far tornare i conti. Dunque Arcidosso non si muove. Non sarebbe meglio che si muovesse una sola scuola e cioè Castell’Azzara, oggi con Pitigliano, nonostante appartenga all’Unione comuni Amiata grossetana».

L’interrogazione era stata presentata da Corrado Lazzeroni. «Volevamo sentire nelle sedi ufficiali – spiega – la posizione del sindaco e siamo soddisfatti. Per un settore delicato come la scuola non si possono sparigliare le carte come a scopone. Siamo contenti delle assicurazioni di Marini, comprendiamo la voglia di autonomia di Santa Fiora, ma troveranno altre soluzioni».

Intanto mentre Arcidosso se ne tira fuori, la questione resta calda ed entro pochi giorni bisognerà decidere qualcosa, perché il 30 ottobre è l’ultimo termine utile per costruire lo scenario delle autonomie scolastiche.

L’Amiata ha, in effetti, un numero di studenti più che sufficiente per avere l’autonomia di due comprensivi, ma la distribuzione degli studenti risulta squilibrata.

Per arrivare ai 400 ragazzi di cui ha bisogno un istituto montano come Santa Fiora per essere autonomo, occorrerebbe che i ragazzi di Castell’Azzara, che oggi si trova nell’istituto comprensivo di Pitigliano e Sorano tornassero nella scuola amiatina di Santa Fiora. Facile a dirsi ma non a farsi, perché le resistenze sono parecchie. Il pallino in mano l’ha il sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati che fra qualche giorno dovrà ufficializzare le intenzioni del suo comune. Sulla faccenda ha ragionato anche il Pd, che vede nel futuro un unico megacomprensivo amiatino. Ma la cosa, naturalmente non piace per nulla a Santa Fiora.

(f.b.)

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