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Follonica pensa al Tar, Scarlino aspetta

Follonica pensa al Tar, Scarlino aspetta

Il nodo dei ricorsi dei due Comuni si basa sulle prescrizioni che Firenze ha imposto all’impianto

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SCARLINO. Tra le amministrazioni l’amarezza è palpabile. Sia a Scarlino che a Follonica i sindaci si dicono «preoccupati» per l’imminente riapertura dell’inceneritore del Casone, ma prima di arrivare a una posizione forte e chiara aspettano di vedere le prescrizioni che la giunta regionale di Enrico Rossi ha aggiunto insieme al suo parere positivo per le nuove autorizzazioni.

Servono queste carte per capire se i timori sono ancora fondati e se sarà necessario prendere provvedimenti, vedi ad esempio un altro ricorso al Tar.

Il follonichese Andrea Benini non si nasconde e ammette che l’impugnazione della nuova Via e della nuova Aia è «una delle strade che stiamo valutando molto seriamente». Lo scarlinese Marcello Stella, invece, vuole assicurarsi che nelle prescrizioni «siano presenti tutte le preoccupazioni che abbiamo evidenziato nelle sedi opportune», ossia la conferenza dei servizi e l’inchiesta pubblica. Ma di ricorsi al Tar Stella non ne vuole parlare.

L’ultima carta verrà quindi giocata solo dopo che la Regione avrà mostrato le sue: a quel punto, potranno essere fatte delle valutazioni.

Sono le prescrizioni insomma il nodo cardine su cui i due Comuni, schierati entrambi sul fronte del No per la prima volta (nei capitoli precedenti della saga c’era solo Follonica), intendono valutare come muoversi intorno all’impianto nell’immediato futuro. A ieri, né nelle caselle e-mail del municipio né nelle Pec dei vari assessori era ancora arrivata una nota che contenesse tutta questa documentazione: troppo presto quindi per giocare la propria mano. «Siamo molto preoccupati – spiega Stella – E lo abbiamo detto da subito. Ad esempio, siamo stati i primi a puntare il dito contro la mancata continuità produttiva dell’inceneritore, che con le sue continue fermate rischia di portare in atmosfera alte concentrazioni di emissioni».

La garanzia di una continuità produttiva, quindi, è una della prescrizioni che i due Comuni si aspettano di trovare nell’allegato. Un’altra poi sono i monitoraggi su tutto ciò che è legato all’inceneritore. Ma non quelli già attivi fino a gennaio, bensì di nuovi e più efficaci. (a.f.)

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