Il Tirreno

Grosseto

il medico del carcere parla dei farmaci assunti dal detenuto

«Predisposizione al sanguinamento e ad ecchimosi»

GROSSETO. Un uomo che prende anticoagulanti e antiaggreganti e che come conseguenza ha una facilità al sanguinamento e alla permanenza di ecchimosi sulla pelle, come Antonino Bilella, può aver...

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GROSSETO. Un uomo che prende anticoagulanti e antiaggreganti e che come conseguenza ha una facilità al sanguinamento e alla permanenza di ecchimosi sulla pelle, come Antonino Bilella, può aver aggredito Francesca Benetti e, se lei si è difesa strenuamente, non aver riportato che pochi graffi e presto rimarginati?

Il filo conduttore delle domande della difesa è questo: escludere che l’imputato possa essere rimasto praticamente senza evidenze da un atto sanguinoso come la Procura ritiene essere stato quello di cui la ex professoressa sarebbe rimasta vittima. Si spiega così il senso delle domande rivolte in udienza anche al medico del carcere (oltre che alla figlia di Bilella, farmacista), Paolo Pedicelli, chiamato proprio dalla difesa a parlare dello stato di salute di Bilella, dall’insufficienza renale cronica (per la quale era in cura a Massa Marittima e recentemente anche a Grosseto) all’ipotiroidismo.

Chi prende un certo tipo di medicinali come quelli assunti dall’imputato, dice il medico rispondendo all’avvocato Leporatti e comunque distinguendo tra anticoagulanti e antiaggreganti, «può avere una predisposizione a un maggiore sanguinamento. Così anche per gli ematomi da traumi».

E Bilella li aveva? «Adesso non ricordo - risponde Pedicelli - Ricordo che aveva lesioni sul dorso delle mani, recenti» al momento dell’ingresso in carcere. Recenti quanto? chiede il pm Nassi: «Due, tre giorni».

E non ricordo, aggiunge rispondendo all’avvocato Risaliti, «casi di perdite di sangue o di epistassi avvenuti in carcere, o comunque mi sembra di no».

(p.s.)

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