Il presidio
«Nessuna impronta di Bilella sulla sua auto»
Il maresciallo del Ris: rilevate quattro tracce utili ma nemmeno una attribuibile al custode
GROSSETO. Quattro le impronte ritenute utili dal Ris per un confronto. Quattro impronte, rilevate in casa e sull'auto di Francesca Benetti, che hanno dato tutte esito negativo: non sono di Bilella. Non ci sono impronte di Bilella nemmeno sulla sua auto: «Com'è possibile?» chiede il pm Marco Nassi?
Non è inevitabile che ogni tipo di tocco lasci un'impronta, risponde il maresciallo Marco Sorrentino dei Ris di Roma: «Ci sono persone con sudorazione diversa, anche nel corso della giornata, anche in esecuzione di azioni diverse. E al 99% la componente delle tracce è acquosa, quindi va via facilmente».
Due le relazioni dattiloscopiche, i carabinieri avevano ispezionato prima la casa e l’auto di Francesca Benetti, poi le auto e la casa di Bilella. Quindici le tracce papillari rilevate, «ma non tutte confrontabili. Solo quattro erano utili: sui bicchieri vicino al frigorifero dove è stato trovato il sangue; due sul mobile specchiera del lavello, in bagno; uno sull’auto della Benetti, sulla maniglia lato passeggero. Ma tutte con esito negativo: nessuna era di Bilella».
Ci sono però delle impronte papillari di Bilella: sono quelle rilevate su un sacchetto di plastica nera trovato nel vano portabagagli della Punto, dice rispondendo anche all’avvocato Risaliti. Antonino Bilella parla nel frattempo con l’avvocato Francesca Carnicelli: mima gesti evidentemente riferiti a movimenti da lui compiuti.
Non ci sono tracce nemmeno sul volante, nemmeno sul cambio della Punto di Bilella? si meraviglia l'avvocato Agron Xhanaj, parte civile: «Sono superfici non lisce – spiega il sottufficiale – Non è facile la rilevazione». Questa assenza può essere compatibile con un'operazione di pulizia? «Si può dire di tutto». E se non sono state trovate impronte di Bilella, ciò si può spiegare anche con il fatto che le auto sono state «esaminate molto tempo dopo». (p.s.)
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