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Ambientalisti verso il ricorso Cautela da parte dei Comuni

SCARLINO. Ufficialmente non parla nessuno, se non i comitati e i social network, dove gli oppositori dell’impianto ieri pomeriggio hanno riversato tutta la loro rabbia nei confronti dei palazzi...

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SCARLINO. Ufficialmente non parla nessuno, se non i comitati e i social network, dove gli oppositori dell’impianto ieri pomeriggio hanno riversato tutta la loro rabbia nei confronti dei palazzi fiorentini.

La società aspetta di avere i fogli in mano riguardo le nuove autorizzazioni, così da capire quali prescrizioni la Regione Toscana gli impone di seguire per riprendere l’attività d’incenerimento; le stesse che stanno aspettando i due Comuni oppositori di Follonica e Scarlino, con il primo tentato (ma ad ora è solo un’indiscrezione) di presentare un nuovo ricorso al Tar mentre il secondo appare, almeno in questo momento, piuttosto riluttante all’idea. Vedremo: prima di qualsiasi passo, sarà necessario vedere le carte.

Chi invece ha già scelto la propria strada sono gli ambientalisti, sicuri che ci siano gli estremi per una nuova battaglia giudiziaria sulla base di un elemento emerso, a loro dire, durante la conferenza dei servizi e dell’inchiesta pubblica. «Non c’erano i presupposti per rilasciare queste autorizzazioni: nel progetto presentato da Scarlino Energia non c’è nessun miglioramento tecnologico all’impianto, né è previsto l’ingresso di nuovi soci o di una ricapitalizzazione – dice l’avvocato Franco Fazzi, a capo della class action contro l’inceneritore – Noi presenteremo sicuramente ricorso perché non sono state rispettate le indicazioni date dal Consiglio di Stato. Siamo profondamente delusi per la decisione delle istituzioni». E se fino ad oggi è stato solo il piano amministrativo quello dello scontro tra società e ambientalisti, ora se ne aggiungono altri due. Uno è quello civile, in cui la class action, nata dopo lo sforamento dei limiti di diossine nelle emissioni alcuni anni fa, sta portando avanti la sua causa. «Nei giorni scorsi abbiamo presentato 138 pagine di osservazione a firma di tre esperti sulla bozza stilata dal consulente di parte nominata dal giudice» spiega Fazzi, facendo intendere che anche qui la battaglia non finirà tanto presto. Ma soprattutto si apre uno scenario completamente nuovo, legato alle vicende economiche di Scarlino Energia, che l’hanno portata a primavera a presentare in tribunale una richiesta di concordato in bianco in modo da dare garanzie ai suoi creditori. «La società ha fatto passare ogni scadenza per la presentazione di un concordato o di un piano di ristrutturazione» continua l’avvocato, di recente divenuto rappresentate proprio di uno dei creditori. «Abbiamo presentato un’istanza di fallimento – spiega – e finché non verrà discussa non potranno seguire altri procedimenti». (a.f.)

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