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Un nuovo tetto per l'ex Garibaldi

Elisabetta Giorgi
L'ex Garibaldi inghiottito di erbacce (foto Bf)
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L'ex Garibaldi inghiottito di erbacce (foto Bf)

Il Comune di Grosseto approva il progetto esecutivo (50mila euro): entro la fine dell’anno l’affidamento dei lavori

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GROSSETO. Alcune parti sono lesionate, altre sono proprio crollate, altre rischiano di franare ancora. Il Comune di Grosseto ha approvato il progetto esecutivo (50mila euro) per rifare il tetto del palazzo di via Mameli, inagibile, pericolante e abbandonato da troppo tempo. «Parte della struttura muraria è gravata da eccessivo carico», dice il Comune confermando il pessimo stato della copertura. Gli interventi, attesi da tempo e mai arrivati prima, a questo punto urgono più che mai.

«Entro fine anno voglio aver affidato e rifatto il tetto», dice l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci annunciando il via libera alla messa in sicurezza dell’immobile.

Risale a 28 anni fa il crollo di un’ala dell’ex Garibaldi e da allora in poi il palazzo ha iniziato a percorrere una via di non ritorno. Sempre più disastrato, malconcio, transennato a oltranza in più punti e per decenni in attesa di un recupero mai arrivato, l’immobile è stato a lungo ricettacolo di topi, spaccio e prostituzione, dormitorio e luogo di morte dei clochard. Prima orfanotrofio, poi sede di associazioni, enti e una moschea. Mesi fa il Comune ha disposto gli ennesimi sgomberi nei confronti di inquilini abusivi che pernottavano nella struttura e sigillato di nuovo porte e finestre.

Ora l’ente si appresta a rifare il tetto. La giunta comunale - com’è riportato in delibera - ha riscontrato «la necessità di predisporre un progetto per la ricostruzione di una parte della copertura dell’edificio comunale ex Garibaldi i cui elementi strutturali presentano lesioni anche significative e una parte risulta crollata». In alcuni tratti trapela il rischio di cedimento, in altri la situazione è migliore. La parte a destra rispetto alle scale, come il Comune riporta, «ha manifestato notevoli abbassamenti e dev’essere sostituita, mentre la parte sinistra non manifesta evidente degrado e dev’essere valutata la possibilità di recupero dopo una attenta campagna di indagini».

Le travi lignee principali della copertura appoggiano su un muro di spina centrale mentre la struttura secondaria è costituita da «correnti 6x6 e tavelloni in laterizio. Alcuni elementi di questa struttura - spiega il Comune - presentano lesioni significative e altri risultano sottodimensionati per i carichi a cui sono sottoposti».

Una struttura gravata da sforzi enormi: rischiosissimo pernottarvi com’è successo più volte negli ultimi mesi quando la Municipale ha sgomberato diverse persone. Il progetto della copertura, appena approvato, prevede ora la demolizione della struttura di copertura e il rifacimento con travi in legno e pannelli coibentanti in lamiera “tipo sandwich”, più impermeabilizzazione con doppia guaina su cui si realizzerà il nuovo manto con tegole marsigliesi. «Con questo intervento si diminuiscono i carichi sulla struttura muraria», chiosa il Comune che approva il progetto esecutivo per 50mila euro.

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