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Si parla di carne bovina autoctona

Un incontro sul futuro commerciale del prodotto maremmano

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GROSSETO. Si parla di carne bovina maremmana domani alle 10 nella sede di Confagricoltura, in via De Barberi 108. Si parla in particolare del progetto che è nel piano integrato di filiera 2015 e che scade il 30 ottobre.

Il progetto vale quattro milioni di euro. L’obiettivo è valorizzare e rilanciare la produzione di carne bovina nel territorio maremmano, segmento di produzione che negli ultimi anni ha patito la crisi e si è contratto.

«La nostra storica vocazione alla zootecnia – dice Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente di Confagricoltura Grosseto – sta per essere rilanciata per la filiera produttiva della carne con l'apertura del nuovo mattatoio, indispensabile per gli allevatori contenere i costi di produzione. Tale impianto industriale deve incentivare la produzione di carne, visto che riduce i costi per gli allevatori e rende quindi più appetibile il comparto».

Vivarelli spiega lo scopo del progetto: «Creare un prodotto nuovo con caratteristiche organolettiche e qualitative uniche che si richiamino al territorio maremmano, incentivando la linea vacca-vitello, seguendo le modalità di allevamento tipico della razza maremmana. E cioè allo stato brado, secondo protocolli e disciplinari condivisi con il settore commerciale, confrontando le razze: tutto per migliorare l'efficienza tecnico-economica dell'allevamento e ottenere un prodotto di qualità riconducibile al territorio anche attraverso l'istituzione di un marchio».

Il progetto si avvale della Scuola Sant'Anna di Pisa e il Centro interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali dell'Università di Pisa per l'approfondimento di tematiche: il miglioramento dei prati, l'alimentazione animale, le caratteristiche chimico fisiche e qualitative della carne, la salvaguardia del benessere animale, l'incremento della commercializzazione del prodotto». La riunione è aperta a tutti gli interessati.

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