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L’Anmil ricorda le vittime del lavoro e punta sullo sport

L’Anmil ricorda le vittime del lavoro e punta sullo sport

Decine di persone hanno partecipato alla 65ª Giornata Campinoti: «Giocherà a tennis anche chi è in carrozzina»

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GROSSETO. Anche chi vive seduto su di una carrozzina non deve rinunciare al piacere di giocarsi una partita a tennis. Sentirsi vivi a volte passa anche da qui: dal prendere in mano una racchetta e lanciarsi in una sfida. Sportiva.

Allo sport come antidoto per riprendersi in mano la propria vita dopo un grande trauma fisico ci crede Graziano Campinoti, presidente dell’Anmil provinciale, l’associazione tra chi ha subito una mutilazione o è rimasto invalido dopo un incidente sul lavoro. Ieri si è celebrata la 65° Giornata nazionale dell’Anmil e tra una tappa istituzionale e l’altra si sono rinnovati anche dei “patti” importanti: cruciali perché capaci di incidere sulla qualità della vita delle persone. È il caso ad esempio della rinnovata collaborazione con Inail. «Con la direttrice Teresa Filoni e con Filomena Tulipano che ci assiste sul versante socio-educativo – annuncia Campinoti – abbiamo parlato di nuovi progetti dedicati allo sport come la miglior leva per il reinserimento nella vita sociale e quotidiana di chi ha subito un incidente sul lavoro e, ad esempio, è rimasto sulla carrozzina». Il numero uno dell’Anmil grossetana è pragmatico: «A primavera partiranno corsi di tennis per chi è in carrozzina, giovani e non. E il prossimo anno, ad ottobre, porteremo a Follonica il campionato di handbike».

Campinoti racconta la sua esperienza: «Dopo l’incidente, la prima cosa che ho fatto – dice – è giocare a tennis, ora vado in barca, sull’ultra-leggero, insomma, di cose al giorno d’oggi se ne possono fare: anche su di una carrozzina». Questo è il messaggio di Anmil che pensa non solo a migliorare la qualità della vita di chi si porta la croce degli effetti di un incidente subìto, ma anche a formare i giovani perché diventino dei lavoratori consapevoli: non c’è paga che valga la propria incolumità fisica. «Stiamo programmando un nuovo corso di legalità e sicurezza sul lavoro per gli studenti delle scuole – descrive Campinoti – Già lo scorso anno ne organizzammo uno e coi giovani abbiamo ottenuto degli ottimi risultati».

Anmil ha celebrato ieri – a livello nazionale – la 65° Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, evento che si celebra sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. E l’ha celebrata alla luce di un incremento delle morti bianche: 752 incidenti mortali – + 15,3% – nei primi otto mesi del 2015 e rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche in Toscana – la Toscana della forte tradizione sindacale e dello stato di diritto – le morti sul lavoro non sono un fenomeno sconosciuto: 76 infortuni mortali nei primi otto mesi del 2015, di cui dieci in Maremma.

Ieri, un centinaio di persone ha preso parte alle celebrazioni dell’Anmil di Grosseto : dalla deposizione in piazza Nazioni Unite della corona d’alloro al Monumento che ricorda chi ha perso la vita sul lavoro, alla banda cittadina che ha animato Corso Carducci e allietato anche chi faceva una passeggiata domenicale.

Giovanna Mezzana

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