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Vipere e bisce, l’allarme “striscia” sul web
In molti stanno pubblicando foto sui rettili incontrati, ma niente paura: sono praticamente innocui
MONTE ARGENTARIO. Vipere, aspidi, frustoni, bisce. L’Argentario, da sempre, è invaso da animali selvatici. E non potrebbe essere altrimenti per un territorio dalla macchia mediterranea così folta e rigogliosa. Terminata la moda dei cinghiali nelle strade - o forse no, perché ancora se ne vedono, anche se non fa più notizia - adesso la palla passa ai serpenti, rettili che, per un usare un eufemismo, non piacciono a molte persone. Alcuni abitanti argentarini stanno pubblicando proprio in questi giorni su Facebook (vedi quella che pubblichiamo a sinistra, tratta da “Dire, fare, partecipare”) foto scattate in alcune zone del promontorio - principalmente Pozzarello e Terrarossa - che ritraggono questi simpatici amici striscianti.
Ma niente paura: se dovesse capitare un incontro con uno di questi rettili basta fare un po’ di rumore perché questi scappino via “a gambe levate”. Bisogna inoltre fare una distinzione tra i tipi di serpente che si possono incontrare. Le vipere sono facilmente riconoscibili, in quanto non più lunghe di 50 centimetri e con la coda corta e tozza, non affusolata come gli altri serpenti. La testa è piatta e va allargandosi, mentre negli altri serpenti è quasi un prolungamento del corpo; inoltre gli occhi non sono tondi. Insomma, prima di farsi prendere dal panico va verificato con chi si ha a che fare. E, nel caso in cui si dovesse essere morsi, da sempre sono raccomandate alcune cose da fare, premettendo che il morso della vipera è raramente letale: calmare la persona, evitando di farle eseguire movimenti e ponendola supina; monitorare le funzioni vitali; chiamare il servizio di Emergenza Sanitaria 118; applicare Bls, se necessario; non incidere, non succhiare il veleno, non applicare il laccio emostatico arterioso, non somministrare siero antivipera; lavare con soluzione fisiologica e disinfettare con acqua ossigenata; eseguire un bendaggio linfostatico e immobilizzare l'arto interessato con uno steccaggio. Nel caso il morso avvenga su tronco, collo o testa, applicare un tampone rigido sopra la zona interessata, tenendolo compresso con un cerotto elastico adesivo; non mettere ghiaccio sulla zona morsicata per il possibile peggioramento della necrosi; coprire la persona per ridurre la dispersione di calore corporeo; sorvegliare il possibile instaurarsi di uno stato di shock; attendere l'arrivo dell'ambulanza. Insomma, con l’arrivare delle prime piogge autunnali i ricercatori di funghi possono comunque dormire sonni tranquilli. (a.c.)
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