Il presidio
«Primarie solo se non ci sarà compattezza»
Simiani indica la road map per le valutazioni dei sindaci al primo mandato e i tempi: la discussione deve finire a novembre
GROSSETO. Dei 270 delegati dell’assemblea provinciale del Pd, ieri, nella sala-conferenze della Tenuta di Poggio Cavallo, ce n’erano una sessantina. Pochi. Il vero debutto da presidente dell’assemblea di Barbara Pinzuti è filato via liscio, senza grandi sussulti. Eppure l’ordine del giorno – “Verso le amministrative 2016” – doveva essere una buona calamita. Presenti una decina di amministratori ed ex, qualche dirigente, i vertici di alcune partecipate. Stop. Assente la numerosa componente facente capo a Paolo Borghi, a casa anche quelli di Campo Democratico. Non è venuto Antonio Mazzeo, atteso nel pomeriggio per le conclusioni e trattenuto a Livorno, all’evento gemello.
Apertura alla stampa. Ad aprire i lavori Barbara Pinzuti, che ha ringraziato i giornalisti della loro presenza e spiegato le ragioni del via libera alla stampa nelle assemblee (una novità del nuovo corso). Poi la parola è passata al segretario Marco Simiani, che ha letto 7 pagine dal titolo “Desiderare il futuro”, una disamina approfondita della situazione in cui versa il Pd grossetano, partendo da organizzazione e partecipazione, allargando il tiro su temi centrali come il welfare, la scuola, gli immigrati. Infine le elezioni. Documento che a fine mattinata è stato messo ai voti e approvato praticamente all’unanimità. Le elezioni amministrative del 2016 era il capitolo più corposo della relazione di Simiani. Il segretario ha detto la sua su Grosseto, l’amministrazione uscente («complimenti a Emilio, che non ha mai perso il contatto con la città e tenuto la barra dritta per 10 anni»), la nuova Provincia, le primarie e il sistema delle alleanze.
Schiaffi e carezze. Poi si è aperto il dibattito, a cui erano iscritti - come primo e secondo relatore - il sindaco del capoluogo e presidente della Provincia Emilio Bonifazi e il capogruppo in Regione Leonardo Marras. I due hanno occupato oltre un’ora, poi sono andati via insieme. Ma andiamo per ordine. Simiani ha alternato schiaffi e carezze. Se l’è presa con i giornali (non è la prima volta) «che rappresentano un partito belligerante, che insistono sui numeri che compongono le squadre». «Ecco – ha proseguito - io respingo questa visione rozza che vuole omologare il Pd a un’organizzazione di potere. Noi non siamo così». Poi gli elogi indiretti a Loriano Valentini, a Fondazione Cultura e all’iniziativa “La Città Visibile”. E ancora zucchero per il Magma di Follonica, per la scuola senza zaino dell’Amiata. «Quella su Maiano Lavacchio è un’altra vittoria del Pd», ha detto ancora Simiani.
Road map. Per quanto riguarda i cinque governi cittadini che andranno al rinnovo, il segretario provinciale ha prima ringraziato gli amministratori uscenti (a partire dai consiglieri), poi ha garantito un partito presente e proposte forti. Ovunque. Infine tempi e metodi. «Il Pd avvierà nei comuni al voto un confronto negli organismi e fuori, partendo da una valutazione sui sindaci al primo mandato (Sabrina Cavezzini a Scansano, Monica Paffetti a Orbetello e Giancarlo Farnetani a Castiglione della Pescaia - ndr). Nel mese di novembre si chiuderà la discussione. Se nelle unioni comunali emergerà compattezza potremmo risolvere tutto senza primarie, altrimenti – laddove si profila qualche divisione – andremo alle consultazioni interne. Per quando in Maremma arriverà il governatore Enrico Rossi (fine novembre, appunto) le candidature a sindaco dovranno essere pronte. In alternativa la strada sarà quelle delle primarie che si svolgeranno a gennaio, nel giorno che il Pd nazionale individuerà per tutti i comuni al voto».
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