Il Tirreno

Grosseto

«Primarie solo se non ci sarà compattezza»

di Gabriele Baldanzi
«Primarie solo se non ci sarà compattezza»

Simiani indica la road map per le valutazioni dei sindaci al primo mandato e i tempi: la discussione deve finire a novembre

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GROSSETO. Dei 270 delegati dell’assemblea provinciale del Pd, ieri, nella sala-conferenze della Tenuta di Poggio Cavallo, ce n’erano una sessantina. Pochi. Il vero debutto da presidente dell’assemblea di Barbara Pinzuti è filato via liscio, senza grandi sussulti. Eppure l’ordine del giorno – “Verso le amministrative 2016” – doveva essere una buona calamita. Presenti una decina di amministratori ed ex, qualche dirigente, i vertici di alcune partecipate. Stop. Assente la numerosa componente facente capo a Paolo Borghi, a casa anche quelli di Campo Democratico. Non è venuto Antonio Mazzeo, atteso nel pomeriggio per le conclusioni e trattenuto a Livorno, all’evento gemello.

Apertura alla stampa. Ad aprire i lavori Barbara Pinzuti, che ha ringraziato i giornalisti della loro presenza e spiegato le ragioni del via libera alla stampa nelle assemblee (una novità del nuovo corso). Poi la parola è passata al segretario Marco Simiani, che ha letto 7 pagine dal titolo “Desiderare il futuro”, una disamina approfondita della situazione in cui versa il Pd grossetano, partendo da organizzazione e partecipazione, allargando il tiro su temi centrali come il welfare, la scuola, gli immigrati. Infine le elezioni. Documento che a fine mattinata è stato messo ai voti e approvato praticamente all’unanimità. Le elezioni amministrative del 2016 era il capitolo più corposo della relazione di Simiani. Il segretario ha detto la sua su Grosseto, l’amministrazione uscente («complimenti a Emilio, che non ha mai perso il contatto con la città e tenuto la barra dritta per 10 anni»), la nuova Provincia, le primarie e il sistema delle alleanze.

Schiaffi e carezze. Poi si è aperto il dibattito, a cui erano iscritti - come primo e secondo relatore - il sindaco del capoluogo e presidente della Provincia Emilio Bonifazi e il capogruppo in Regione Leonardo Marras. I due hanno occupato oltre un’ora, poi sono andati via insieme. Ma andiamo per ordine. Simiani ha alternato schiaffi e carezze. Se l’è presa con i giornali (non è la prima volta) «che rappresentano un partito belligerante, che insistono sui numeri che compongono le squadre». «Ecco – ha proseguito - io respingo questa visione rozza che vuole omologare il Pd a un’organizzazione di potere. Noi non siamo così». Poi gli elogi indiretti a Loriano Valentini, a Fondazione Cultura e all’iniziativa “La Città Visibile”. E ancora zucchero per il Magma di Follonica, per la scuola senza zaino dell’Amiata. «Quella su Maiano Lavacchio è un’altra vittoria del Pd», ha detto ancora Simiani.

Road map. Per quanto riguarda i cinque governi cittadini che andranno al rinnovo, il segretario provinciale ha prima ringraziato gli amministratori uscenti (a partire dai consiglieri), poi ha garantito un partito presente e proposte forti. Ovunque. Infine tempi e metodi. «Il Pd avvierà nei comuni al voto un confronto negli organismi e fuori, partendo da una valutazione sui sindaci al primo mandato (Sabrina Cavezzini a Scansano, Monica Paffetti a Orbetello e Giancarlo Farnetani a Castiglione della Pescaia - ndr). Nel mese di novembre si chiuderà la discussione. Se nelle unioni comunali emergerà compattezza potremmo risolvere tutto senza primarie, altrimenti – laddove si profila qualche divisione – andremo alle consultazioni interne. Per quando in Maremma arriverà il governatore Enrico Rossi (fine novembre, appunto) le candidature a sindaco dovranno essere pronte. In alternativa la strada sarà quelle delle primarie che si svolgeranno a gennaio, nel giorno che il Pd nazionale individuerà per tutti i comuni al voto».

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