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«Le partecipate? Dopo il voto»
Il segretario propone di far slittare «per correttezza» i rinnovi dei cda
GROSSETO. Il Pd, nelle intenzioni del suo segretario Marco Simiani, vuole risultare corretto con i cittadini e con gli avversari. Tra aprile e giugno dell’anno prossimo, infatti, scadono in Maremma i consigli di amministrazione “più interessanti”: Tiemme, Acquedotto del Fiora, Epg e Sei Toscana.
In queste aziende la composizione dei cda passa dalla politica; le nomine nascono in seno ai Comuni. «Noi – ha detto Simiani – chiediamo agli amministratori Pd di non rinnovare i consigli delle società pubbliche, ma di aspettare il risultato delle elezioni amministrative. Vuole essere un segnale di correttezza il concedere mani libere a chi verrà». Parole significative perché pronunciate davanti a due presidenti in scadenza: Sergio Stefanelli (Epg) e Tiberio Tiberi (Fiora).
Altro passaggio sofferto nel documento approvato dall’assemblea è stato quello sulle fughe, con riferimento ai civatiani. Di recente, infatti, sono usciti dal partito i dirigenti Ambra Cortesi (ex membro della direzione regionale), Andrea Santini (ex membro dell’assemblea nazionale) e altri.
La scelta di alcuni compagni di lasciare il Partito democratico viene definita sbagliata dall’assemblea territoriale e figlia di scelte politiche discutibili, come la raccolta di firme per le primarie a presidente della Regione e per i referendum sui temi nazionali. «Il tempo ha poi messo a nudo tutta la debolezza di quella proposta politica, una volta fuori dal partito».
In ultima la Festa de L’unità, da poco conclusa. «Il suo successo è stata la migliore risposta a chi diceva che avremmo pagato le divisioni interne. La forza dei volontari e dei giovani che si sogno impegnati è la risposta più bella».
(g.b.)
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