Meteo
LA LEZIONE DI IGNAZIO SIA D’ESEMPIO
di STEFANO ADAMI Non si parla d'altro che di Marino, in Italia, in queste ore (a parte il calcio, miss Italia, il tempo). Della caduta di Marino. Molti l'hanno definito «un fighetto», ma più di...
di STEFANO ADAMI
Non si parla d'altro che di Marino, in Italia, in queste ore (a parte il calcio, miss Italia, il tempo). Della caduta di Marino. Molti l'hanno definito «un fighetto», ma più di questo ha sempre fatto l'impressione, invece, di un personaggio un po' spaesato, perso, capitato negli uffici del sindaco di Roma per caso, o per errore. Passando davanti ad uno specchio, dava un po' l'idea di guardare la figura riflessa chiedendosi: «Chi è questo signore? E che ci fa qui?». Forse era anche così che era diventato senatore del Pd?
Di spaesati come Marino nella politica italiana ce ne sono tanti, e di sindaci spaesati pure. La vicenda di Ignazio, comunque, al di la degli scontrini, delle cene con invitati fantasma, dei viaggi e dei ritorni negli Usa su richiesta del Papa, suggerisce una cosa, una cosa utilissima anche nel dibattito aperto sul prossimo sindaco da noi.
Ecco cosa suggerisce: si può fare il sindaco di una città solo se si hanno delle idee organiche e compatte in testa per quella città. E se si riesce a spiegare bene quelle idee e coinvolgere nella loro attuazione l'intera cittadinanza. Se i cittadini sono parte di un processo di cambiamento che si avvia e va avanti, allora si è vinta la scommessa.
Perché è così che i cittadini ritrovano le ragioni della cittadinanza, la sensazione di essere parte di un progetto che si muove verso direzioni ed obiettivi precisi.
Ci sono città che sembrano andare alla deriva, come zattere nella tempesta o in grandi bonacce, prive di un vero pilota al timone. Questo in un'epoca buia e smarrita come la presente, in cui le città italiane dovrebbero diventare, o tornare ad essere - molto più che altre città del mondo - città faro, città del vedere, città del nuovo.
La vicenda di Ignazio suggerisce un'altra cosa. La natura precaria del suo partito, che sembra più conglomerato di gestioni ed ambizioni, piuttosto che partito vero. Ma questo è un altro (lungo) discorso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google