Il Tirreno

Grosseto

«La civica ha pagato per l’ex Agraria?»

L’affondo del primo cittadino dopo la lettera alla Prefettura sul consiglio comunale di fine agosto

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MASSA MARITTIMA. «Siamo stanchi di questi polveroni sollevati da Massa Comune, che non portano da nessuna parte. Sono attacchi alle istituzioni» dice il sindaco Marcello Giuntini. «È da un anno e mezzo che assistiamo al brutto spettacolo di una minoranza che sparge letame sulle istituzioni».

Parole che seguono la lettera della Prefettura di Grosseto, con cui è tornata a ribadire la piena legittimità del consiglio comunale di fine agosto, tanto contesta dall’opposizione convinta che mancasse il numero legale. Tanto sicura da scrivere al difensore civico e al prefetto stesso, ma quest’ultimo smorza il caso.

«Nelle ipotesi in cui l’ordinamento non ha inteso annoverare il sindaco nel quorum per la validità della seduta, lo ha indicato espressamente» si legge nella lettera della Prefettura, spiegando che negli altri casi si ritiene sia legittimo includerlo nel conteggio. Il nocciolo della questione infatti stava nella computabilità o meno del sindaco nel quorum dei consiglieri, al fine del rispetto del numero legale delle sedute consiliari.

Ma Giuntini va pure oltre, andando a chiedere alla civica, sempre nell’ottica delle regole, se ha pagato le spese processuali seguite al ricorso sull’ex Agraria. «Ci troviamo di nuovo a ribadire concetti e normative di base sollevati da chi li dovrebbe ben conoscere e non metterli in discussione per mero ostruzionismo politico» continua Giuntini, riferendosi esplicitamente a Massa Comune e al suo consigliere Gabriele Galeotti. «Leggo infatti che questa volta ha scomodato, dopo il ministro dell’Interno, addirittura il Presidente della Repubblica – continua Giuntini - affinché esprimesse una valutazione sui farneticanti brogli elettorali che lui sospetta siano stati perpetrati in occasione delle ultime elezioni amministrative».

Un atteggiamento quello del movimento civico e del suo esponente che secondo il sindaco «non è rivolto ad un personaggio o ad un’intera maggioranza politica, ma alle istituzioni. E un attacco alle istituzioni è sempre pericoloso perché non fa che infondere sfiducia ed insicurezza nei cittadini e, screditando la sovranità istituzionale, esorta a non rispettarla».

Ed è a questo punto che Giuntini affonda su Massa Comune, chiedendo se la civica ha saldato i suoi conti con la giustizia, legata al ricorso presentato sull’ex Agraria e respinto dal Tar. «Siamo stanchi di questi polveroni sollevati continuamente dalla lista civica Massa Comune, nessuno dei quali ad oggi, ha dato alcun risultato. L’unica cosa certa attualmente è che Massa Comune è stata condannata dal Consiglio di Stato, al pagamento delle spese legali per la sentenza relativa all’area Ex Agraria; chissà se le ha già pagate o se deve ancora farlo?». (a.f.)

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