Il presidio
Ex Molendi: l’ultimatum Ricorso per il risarcimento
La cifra non è ancora stata stabilita ma la società va avanti con la richiesta Il sindaco Giuntini rassicura: «È un atto dovuto, stiamo ancora trattando»
MASSA MARITTIMA. I tempi sono maturi per arrivare alla conclusione di questa storia e con lei a una cifra precisa.
La società Porta al Salnitro ha infatti presentato ricorso in ottemperanza al Tar della Toscana, chiedendo di dare applicazione alla sentenza con cui il Comune di Massa Marittima è stato condannato a risarcire il privato dopo il nulla di fatto sul maxiprogetto che riguardava l’area Molendi. In altre parole: ha presentato un ricorso per chiedere che l’amministrazione paghi il risarcimento, anche se ancora una cifra ben precisa non c’è.
Per la società parliamo di circa tre milioni e trecento mila euro, per l’ente sono molto meno. E benché questo ricorso in ottemperanza suoni molto come un ultimatum, il sindaco Marcello Giuntini assicura che «la trattativa sta andando avanti» e che «la volontà di tutti è quella di trovare una soluzione condivisa». Diciamo che il ricorso a questo punto è diventato un passo quasi scontato.
La sentenza del Consiglio di Stato, che ha riconosciuto le colpe del Comune già segnalate dal Tar, è arrivata all’inizio del 2015 e il Comune ha avuto 90 giorni di tempo per presentare una proposta precisa. Sono passati più di sette mesi, ma ancora una cifra non c’è: segno che i rapporti tra le due parti non sono così travagliati. «Stiamo trattando – continua il sindaco – i rapporti non sono mai stati interrotti; anzi, da parte nostra c’è la voglia di intensificarli». Solo che passato questo tempo è arrivato il momento di chiudere la partita, anche se ancora mancano le perizie sul danno di entrambe le parti. La storia della causa Molendi inizia nell’ormai lontano 1999, quando il ministero dei Beni culturali pose il vincolo storico sull’area allora chiamata Molendi, stoppando di fatto il cantiere per la realizzazione di una struttura ricettiva e parcheggi interrati al cospetto di San Cerbone, su cui la società Porta al Salnitro (all’epoca Molendi) aveva ottenuto l’autorizzazione dal Comune. Da qui la richiesta danni di cinque milioni, i ricorsi al Tar prima e al Consiglio di Stato poi, dove hanno avuto la meglio le ragioni del privato.
L’amministrazione del tempo offrì 750mila euro per chiudere la diatriba, sentendosi rispondere picche dalla Porta al Salnitro, che al contrario ha chiesto (e chiede tuttora) cinque milioni. Ora però una cifra precisa va trovata e saldata. Probabile che il danno non ammonterà ai tre milioni chiesti dalla società, ma sarà comunque una bella batosta per le casse pubbliche.
Nella speranza massetana, comunque, che prima di un’altra sentenza arrivi un accordo. «Non saremo certo noi a far saltare la trattativa» assicura Giuntini.
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