Il presidio
È l’ora di uomini e ruoli per la Banca Maremmana
Ipotesi per i vertici dopo la fusione dei tre istituti di credito cooperativo Presidente unico potrebbe essere Andreini mentre Carri e Conti sarebbero i vice
GROSSETO. L’annuncio della fusione delle tre principali banche di credito cooperativo della Provincia, la Banca di Pitigliano, quella di Saturnia e Costa d’argento e della Banca della Maremma, apre di fatto un nuovo scenario economico di grande livello per l’accesso al credito per cittadini e imprese.
La riunione che ha coinvolto i dipendenti delle tre banche, un’operazione che metterà sotto un unico tetto oltre 200 persone, in una storica fusione che ridisegnerà il volto di istituti ormai fortemente radicati nel territorio per una risorsa importante per la vita sociale della gente di Maremma. Quella che si è svolta venerdì a Pitigliano ha di fatto sancito un accordo che era sulla bocca di tutti da mesi, se non da anni. Da tempo infatti si discuteva di come “accorpare” gli istituti di credito, dopo che anche la stessa Banca d’Italia aveva emanato delle direttive in tal senso, come quella di avere un capitale sociale minimo per la costituzione del nuovo soggetto di circa 50 milioni di euro, più altri parametri base da raggiungere. Una fusione c’era di fatto già stata da qualche anno: quella fra la Banca di Saturnia e quella di Capalbio, che era diventata appunto la Banca di Saturnia e Costa d’Argento dal 2012.
Oggi nasce invece così la nuova “Banca Maremmana”. Sul tavolo a dire la verità ci saranno ovviamente tanti problemi organizzativi da risolvere, partendo dai vertici direttivi. Fra le tante illazioni, considerato che ognuna delle banche avrà modo di proporre idee e uomini, al momento la più scura pare quella della nomina a unico presidente Fernando Antonio Andreini, primo dirigente della Banca di Pitigliano. Francesco Carri, presidente della Banca della Maremma potrebbe fare il vice, rimanendo comunque sempre presidente dell’istituto Iccrea, dopo la conferma avvenuta alla guida dell’istituto che riunisce un insieme di società che forniscono in esclusiva prodotti e servizi a circa 400 Banche di credito cooperativo e casse rurali in Italia, comprese quelle maremmane. E al fianco di Carri, sempre nel ruolo di secondo vice presidente Stefano Conti, di Pitigliano. Caselle che libererebbero a cascata gli altri posti importanti. A Laura Biagianti, direttore generale della Banca di Saturnia e Costa d’Argento invece, potrebbe toccare il compito in questa prima fase di ricoprire proprio il ruolo di “direttore generale” del nuovo gruppo. Mentre Fabio Becherini, attuale vice direttore della Banca della Maremma, e Claudio Morosini, vice direttore della Banca di Pitigliano, rimarrebbero in carica con le stesse mansioni da vice direttori.
Un compito importante per tutti, considerando che una fusione di questo tipo, che coinvolgerà centinaia di lavoratori, con 29 filiali, 13 per la Banca di Saturnia e Costa d’Argento, e 8 a testa per Pitigliano e Banca della Maremma, più vari sportelli di aree free, fra le provincie di Grosseto, alto Lazio e Siena non è certamente uno scherzo. In più da considerare la dote delle migliaia di soci che le tre banche possono contare. Più complicato invece, capire cosa ne sarà delle filiali e di come saranno riposizionate e se ci saranno degli accorpamenti. Quasi sicuramente ci saranno delle divisioni zonali. Per direttori e impiegati è possibile che cambi ben poco. Da stabilire dove sarà posizionata la “sede” principale, considerando che quella di Pigliano, così come quella di Grosseto, sono ubicate in edifici storici e funzionali. Ma anche queste sono tutte considerazioni che al momento sono oggetto di discussione e vari approfondimenti.
La nuova Banca Maremmana - ma anche il nome ovviamente dovrà avere il suo iter formativo - ha come obbiettivo di diventare un soggetto ancora più forte, rimanendo al fianco dei cittadini.
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