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Duecentocinquanta a casa: il primo cittadino incontra i dipendenti

PIANCASTAGNAIO. Domani i lavoratori di Floramiata saranno in presidio davanti alla sede dell’Unione dei comuni dell’Amiata e della Val d’Orcia, a Piancastagnaio, comune di appartenenza dell’azienda...

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PIANCASTAGNAIO. Domani i lavoratori di Floramiata saranno in presidio davanti alla sede dell’Unione dei comuni dell’Amiata e della Val d’Orcia, a Piancastagnaio, comune di appartenenza dell’azienda florivivaistica dichiarata fallita.

Coi lavoratori ci saranno anche i sindaci dei comuni amiatini e i rappresentanti dei sindacati. Dopo la notizia della sospensione collettiva dal lavoro, infatti, 250 famiglie si trovano letteralmente sul lastrico, anche perché non sono possibili ammortizzatori sociali.

Il sindaco di Piancastagnaio, Luigi Vagaggini, è ancora scioccato dopo l’annuncio del giorno precedente: «Sono stupefatto e ancora non riesco a credere a un evento così grave non solo per il mio comune - dice - ma per l’intera Amiata. Sapevamo della situazione di crisi di Floramiata che seguiamo, come amministrazione, da anni. Ma pensavamo ad una conclusione più soft, o comunque con tempi più lunghi, che ci avrebbero dato la possibilità di attrezzarci anche per garantire o provare a garantire gli ammortizzatori sociali ai dipendenti. Non abbiamo avuto tempo, invece, perché ci è piovuta addosso una mazzata incredibile. Sono 250 famiglie senza stipendio. E poi c’è tutto l’indotto. Un dramma infinito. Già ho incontrato il curatore fallimentare Sismondi il quale mi ha specificato che i lavoratori non sono licenziati. Sono sospesi dal lavoro e sono tutti senza stipendio. Saranno chiamati soltanto una trentina a lavorare, per garantire il mantenimento delle piante. E pensare - sottolinea Vagaggini - che Piancastagnaio ha dato tutto a Floramiata, compreso il termodotto che avrebbe dovuto servire tutto il paese e che invece noi abbiamo fatto usare solo a questa azienda. Ma la botta - incalza Vagaggini - è per l’intero comprensorio, perché Floramiata ha costituito il serbatoio di lavoro principale della montagna dopo la chiusura delle miniere, per tutti i comuni del Monte Amiata».

Il sindaco di Piancastagnaio dice anche di aver chiesto al curatore fallimentare che Piancastagnaio, come Comune, venga coinvolto in ogni passaggio da qui in avanti: «Vogliamo essere interlocutori costantemente informati e attivi, dobbiamo fare l’impossibile per la sopravvivenza di un’azienda che è fra le più grandi in Europa. Intanto, lunedì mattina incontrerò i lavoratori e intraprenderò ogni iniziativa che sia utile a lenire questo dramma». (f.b.)

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