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Autostrada tirrenica

Capalbio risponde a Rossi «Vuoi la Tirrenica? Falla»

di Giovanna Mezzana
Capalbio risponde a Rossi «Vuoi la Tirrenica? Falla»

I sindaci coinvolti nel percorso del Corridoio replicano alla Regione «Il tracciato non ci basta, vogliamo un progetto». Il giallo degli incontri separati

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GROSSETO. «Se Rossi vuole la Tirrenica, se la faccia»: il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori entra a gamba tesa nel dibattito sulla grande infrastruttura riaperto – mai chiuso da cinquant’anni – dall’ultima visita grossetana del presidente della Regione, ospite venerdì 9 ottobre 2015 all’assise annuale di Confindustria. Il governatore toscano ha messo la sveglia ai maremmani – «Questa Tirrenica la volete o no?» – sostenendo che «dal territorio» non sia mai uscita una manifestazione inequivocabile d’intenti. Abbiamo lanciato la palla ai sindaci, quelli coinvolti nel tracciato del Corridoio Tirrenico: il sindaco di Capalbio, appunto; il primo cittadino di Orbetello Monica Paffetti; Diego Cinelli per Magliano; Emilio Bonifazi per Grosseto. Tutti concordano: di un’arteria c’è bisogno, ma più si scende a sud, più frenano; fino a Orbetello e a Capalbio dove la frenata lascia traccia di pneumatico dalla strada.

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Il progetto della Tirrenica tormenta la Maremma: da cinque decine di anni. Due giorni fa Rossi accende i riflettori per l’ennesima volta. Di Tirrenica però i sindaci avevano parlato qualche giorno prima la visita grossetana del presidente, convocati dall’assessore regionale alla viabilità Vincenzo Ceccarelli. A Firenze, i primi cittadini maremmani si sono incrociati: uno entrava, l’altro usciva. Incontri separati.

«Alle 16.30 era il turno della Paffetti, alle 17.30 quello di Bonifazi, alle 18.30 c’ero io – dice Bellumori – Possibile che io debba conoscere solo la parte del progetto che riguarda Capalbio e non debba sapere nulla di cosa è previsto per Orbetello?». Chi pensa male dice: “Divide et impera”, dividi e conquisterai; non sarà questo il caso, ma la modalità è “strana”. Altra questione: «La Legge Obiettivo (per le grandi infrastrutture) – dettaglia Bellumori – stabilisce che il Ministero individui le opere e le inserisca nel piano; dove e come realizzarle è compito della Regione. Se Rossi è convinto che il progetto di Sat (Società Autostrada Tirrenica) vada bene, lo faccia. È possibile che ad ogni incontro venga presentato un progetto diverso? Il casello un po’ più su, un po’ più giù, questa è la strada di cucitura, anzi no, è quest’altra. Basta tirarci per la giacca. Cosa crede Rossi che un sindaco battagliero possa bloccare una grande opera?». Le ragioni dell’impasse «sono ben altre». Tradotto: se la Regione ha dubbi sul progetto di Sat, non deve mandare avanti i primi cittadini, Rossi le castagne dal fuoco deve togliersele da solo.

Qui Capalbio. Non solo. «Da Grosseto a San Pietro in Palazzi – continua il sindaco di Capalbio – la questione è semplice: c’è la superstrada a quattro corsie, è solo una questione di ammodernamento; ma da noi che c’è l’Aurelia ad una corsia per ogni senso di marcia che si fa? Un’autostrada nella quota più “delicata” del territorio e per di più a pagamento. Si parla di transito gratuito per cinque anni ai residenti per tratte di massimo venti chilometri. Significa che chi abita a Capalbio, Orbetello, Argentario, e in tutte le frazioni più a sud sborserà per andare al tribunale, all’ospedale, all’Inps di Grosseto. Ho capito – conclude – la Tirrenica la paghiamo noi del sud».

Qui Orbetello. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Paffetti. «Il turista che da Castiglione della Pescaia andrà a Punta Ala – osserva il primo cittadino di Orbetello – non pagherà, ma se viene ad Orbetello dovrà mettersi le mani in tasca. Perché dobbiamo sostenere questo balzello?». C’è altro. Orbetello è inzuppata nell’acqua, c’è la Laguna, c’è Albinia devastata da due alluvioni, una dopo l’altra. «La Regione ci ha assegnato 30 milioni di euro per la messa in sicurezza post alluvione – dice il sindaco– Ecco, pensiamo a questo: se non si scioglie il nodo della sicurezza idraulica, se non avremo garanzie sulla tutela del paesaggio, noi non andiamo da nessuna parte. Fino ad ora – procede spedita Paffetti – abbiamo visto un percorso e non un progetto. Devo ancora capire che significa il passaggio in galleria all’altezza di Orbetello scalo».

Qui Magliano. «Rossi ha ragione – valuta Cinelli – Bisogna dirgli un sì o un no. Di un’infrastruttura c’è bisogno per evitare che la Maremma diventi una riserva indiana. E che la si chiami “autostrada” (e per ora così ancora la Sat la chiama parlando ai sindaci di “lotti autostradali”) o “Aurelia”, a noi non fa la differenza. Ci interessa piuttosto che venga valutato attentamente il tratto che interessa Magliano, tra Alberese e Collecchio, che è delicatissimo perché c’è il Parco della Maremma e ci sono importanti aziende vitivinicole».

Qui Grosseto. «Noi non siamo mai stati contrari alla Tirrenica – dice Bonifazi – Vogliamo però garanzie sulle cosiddette complanari che nel progetto non ci sono. Ovvero, oltre alla grande attenzione per Orbetello e Capalbio, vogliamo che sia garantita una viabilità alternativa, una seconda chance per chi viaggia, anche per evitare che si intasino i centri abitati. Sul tracciato della vecchia Aurelia, che entrava nei centri urbani, sono nate piazze e percorsi pedonali, non possiamo tornare indietro».

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