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Tre water per 25 persone: il videoracconto

Tre water per 25 persone: il videoracconto

Tre water per venticinque persone. Sei docce e due lavabo in tutto. Niente cucina e camere con dieci letti ciascuna. Il giorno dell’inaugurazione la Castellaccia era tirata a lucido. Pareti...

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Tre water per venticinque persone. Sei docce e due lavabo in tutto. Niente cucina e camere con dieci letti ciascuna. Il giorno dell’inaugurazione la Castellaccia era tirata a lucido. Pareti imbiancate, pavimenti puliti, ambienti in ordine. Eppure che quel centro d’accoglienza nel Gavorranese non fosse del tutto adeguato a ospitare così tante persone è sembrato subito chiaro a William Capra, ex capogruppo democratico in consiglio comunale a Gavorrano, oggi nell’orbita di Possibile, il nuovo soggetto politico che fa capo a Civati. C’era anche Capra il 14 agosto quando, alla presenza del prefetto e del sindaco, il centro aprì le porte una ventina di migranti umanitari provenienti da diversi Paesi. Oggi il centro – gestito dall’associazione Partecipazione e Sviluppo di Lucca – è praticamente “sigillato” ai visitatori esterni: impossibile entrare senza autorizzazione, ottenibile con un’istanza, come prevedono circolari ministeriali. Ma quel giorno l’ingresso era libero e Capra ha ripreso con il suo cellulare tutto l’interno della struttura, per documentarne gli spazi. «La struttura è una bella struttura – spiega William Capra – ma è chiaro che ventiquattro o venticinque persone sono tante. Ci sono tre bagni con sei docce, due lavabo e tre vasi in totale e poi non c’è la cucina. È lì che nasce il disagio. I migranti secondo me hanno sbagliato a inscenare questa protesta. Forse non si sono resi conto delle conseguenze che poteva avere. Però il prefetto e la stessa cooperativa che gestisce il centro si dovrebbero rendere conto che quella struttura è piccola per tutte quelle persone». Ieri, alla notizia che i migranti della Castellaccia avevano bloccato il traffico sulla strada provinciale per protestare contro la consegna in ritardo del pasto e contro il mancato arrivo del pocket money, William Capra ha rispolverato il suo video e lo ha postato sul suo profilo Facebook. «Loro abitano qui – scrive nel post che accompagna il video – In venti. Senza cucina. A chi stasera si sente di dire che dovrebbero tornare a casa loro, se vogliono mangiare, chiedo solo se farebbero volentieri a cambio». Il video (dal quale è tratto il fermoimmagine che pubblichiamo in alto a sinistra) in serata non era più visibile. Il link ad esso collegato, per ragioni sconosciute anche al suo autore, non era funzionante. (f.f.)

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