Il presidio
Sindaci soddisfatti, ma non è finita
In attesa dell’udienza di aprile si pensa a servizi aggiuntivi per gli sportelli
GROSSETO. Dall’Amiata a Capalbio la soddisfazione dei sindaci per l’ordinanza che congela la chiusura degli uffici postali è palpabile. «Adesso bisogna aspettare che il Tar entri nel merito – spiega il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli – ma intanto abbiamo più tempo per mettere in piedi un progetto credibile per salvare i nostri uffici: che potrebbero svolgere molti servizi aggiuntivi rispetto a quanto viene effettuato adesso e quindi salvarsi».
«Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto anche perché lo abbiamo ottenuto grazie a un avvocato di Pereta, Giovanna Pacini» dice Diego Cinelli, sindaco di Magliano. «In molti non credevano nel nostro ricorso ma l’amore e l’impegno dimostrato dalla Pacini si sono rivelati la nostra arma vincente. Almeno per il momento abbiamo salvaguardato il nostro territorio. Già da sabato l’ufficio di Pereta potrebbe riaprire i battenti. Se così fosse sarò il primo a farci un’operazione».
«È stata vinta una battaglia, e per quanto bella la vittoria di oggi non si può prescindere dal pensare che il piano di dimensionamento è frutto della volontà anche del governo di quotare Poste italiane in borsa», commenta il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori. «Con questa ordinanza – prosegue – viene a livello generale ristabilito quel diritto di cittadinanza fondamentale sancito dalla Costituzione, che esprime l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini, previsto anche dalle norme recenti contenute negli accordi con Poste e nel servizio postale universale. Tornare indietro rispetto a questi diritti comprometterebbe coesione e sussidiarietà».
Continua intanto il confronto tra Poste, Regione, Anci e Uncem per convincere l’azienda a ritirare il piano e dare agli uffici postali servizi aggiuntivi quali la biglietteria treni e bus, pagamento bollo auto, Cup e servizi comunali. In attesa dell’udienza del 20 aprile.
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