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«Lo dico chiaro e tondo: non mi candido»
Giovanni Lamioni si chiama fuori dalla mischia: «C’è un clima brutto, fatto di invidie, gelosie e rivalità, veti e controveti»
GROSSETO. Non ha la minima intenzione di candidarsi a sindaco di Grosseto, pur ritenendo di poter avere buone chance di vincere, e allo stesso tempo sta cercando di convincere i suoi a proseguire con l'esperienza di Passione Toscana, rinominata Passione Grosseto, e a non disperdere il patrimonio di voti ottenuti in città in occasione delle regionali.
Giovanni Lamioni si chiama fuori dalla mischia, accusa il centrodestra di tatticismi e candida il suo movimento a divenire un incubatore di idee e di progetti per la città.
Davvero non vuol fare il sindaco di Grosseto? Nemmeno se glielo chiedessero?
«No. Sicuramente no, per due motivi. Quello oggettivo è che c'è un clima brutto, fatto di invidie, gelosie, rivalità. Credo che si stia facendo tanta tattica e niente strategie, non ho sentito uno che sia uno tirare fuori un'idea per la città, un progetto. Si va avanti tra veti e controveti, articoli sui giornali per bruciare le persone, e io in queste dinamiche non mi trovo a mio agio. L'altro motivo è molto più personale: da questa terra ho avuto davvero tanto, mi sono tolto tante di quelle soddisfazioni che qualcuno di quelli che si divertono in questi giochini dovrebbe sperare nella reincarnazione e di vivere tre volte per togliersi le stesse soddisfazioni. Diventare il primo presidente artigiano della Camera di commercio, due volte per acclamazione, vicepresidente nazionale di Unioncamere, ottenere il Grifone d'Oro: tante soddisfazioni raggiunte con tanta fatica, perché ho messo una passione esagerata in tutto quello che ho fatto, sacrificando la mia vita personale, la mia famiglia che viene prima di ogni cosa, la mia azienda che ho inventato, costruito, pensato e realizzato nel 1992 e che è sempre stata la mia fonte di reddito. Oggi che siano altri a fare questo tipo di percorso, a metterci la faccia e a impegnarsi con la stessa passione con cui mi sono impegnato io».
Che ne sarà di Passione Grosseto?
«Per come la vedo io sarà un incubatore di idee, di progetti, di una nuova visione della città. Noi siamo a un bivio e dovremo decidere a breve se essere protagonisti di questa stagione elettorale, non solo a Grosseto. Passione Grosseto è una lista civica molto personalizzata, quell'otto per cento che ha votato Lamioni è un otto per cento che ancora oggi insiste, con forza, perché Giovanni Lamioni scenda direttamente in politica e dicono che se non faccio questa scelta Passione Grosseto non ha più senso di esistere. Io, al contrario, vorrei che diventasse un soggetto autonomo».
Siete ancora al tavolo del centrodestra?
«No, Passione Grosseto ha partecipato al tavolo del centrodestra per alcune riunioni, con Alessandro Ulmi, ma siamo usciti dal tavolo di centrodestra per le motivazioni che ho detto prima, perché c'è un clima che non ci piace».
Eppure a quel tavolo era stato fatto il suo nome, come candidato.
«Ulmi disse che Passione Grosseto esiste nella misura in cui Giovanni Lamioni decide di impegnarsi in politica, e che il candidato potevo essere solo io per Passione Grosseto che, diversamente, non esiste più. Questo è ciò che è stato detto con chiarezza ed è quello che tanti degli amici in Passione Grosseto dicono. Io, invece, non la penso così».
Quanto ha pesato nelle tensioni con il centrodestra il dialogo avuto con il vicesindaco?
«Nulla. Guardi, io non ho dubbi sul fatto che il miglior candidato moderato che può vincere in questa città ha un solo nome: Giovanni Lamioni. Solo che Lamioni non si candiderà. Ma è chiaro che in una città come Grosseto, dove ci sio conosce tutti, Giovanni Lamioni, che è stato per 10 anni personaggio pubblico, parla con tutti, e ho parlato con Borghi, ma ho parlato con quasi tutti gli esponenti del centrosinistra, come ho parlato con tutti gli esponenti del centrodestra e con le liste civiche. In una elezione che sarà difficile, sul filo di lana, è normale che le forze politiche, anche quelle del centrosinistra, guardino con attenzione a una lista civica che ha preso l'otto per cento».
Dunque Passione Grosseto potrebbe essere un incubatore di idee e progetti anche per il centrosinistra?
«Siamo molto lontani da questo. Io ho una visione della città: nel mio libro, La mia Maremma modello possibile per l'Italia, c'è un capitolo intero sul ruolo che deve avere Grosseto. Mi approccerò con chi ha il mio stesso tipo di visione».
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