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Condannato a 4 anni per la coltellata alla ex
Tentato omicidio derubricato in lesioni aggravate: pena più mite per il cameriere al quale erano stati contestati anche sequestro, violazione di domicilio e stalking
FOLLONICA. Non tentato omicidio ma lesioni aggravate. Non quindi i 7 anni e 4 mesi chiesti dal pm Laura D'Amelio ma i 4 anni e 2 mesi inflitti dal giudice dell'udienza preliminare Valeria Montesarchio. Il gup ha riqualificato il reato più grave contestato a Massimiliano Guerrieri, 43 anni, il cameriere di Piombino che il 6 marzo 2013 accoltellò una giovane madre follonichese, ferendola al torace; con la donna Guerrieri aveva avuto una relazione tempestosa.
Lesioni aggravate; due contestazioni di sequestro di persona (qualche settimana prima la donna sarebbe stata costretta a seguirlo sull'auto per subire un rapporto sessuale - era il 29 gennaio); un'ulteriore contestazione di lesioni per uno schiaffo che sarebbe stato dato alla donna sempre nell'auto in una di quelle due occasioni (il 15 febbraio - 7 i giorni di guarigione, la donna era poi riuscita a scendere dall’auto facendosi soccorrere da un automobilista di passaggio); una violazione di domicilio risalente all 28 gennaio e, inevitabilmente, lo stalking per un coplesso di comportamenti che avrebbe avuto inizio nel dicembre precedente.
Questo il complesso dei reati per i quali Guerrieri è stato condannato con il rito abbreviato, cioè con un giudizio in camera di consiglio che si è basato sugli atti di indagine e che ha previsto lo "sconto" di un terzo sulla pena. L'imputato, che non era presente (deve sottostare alle restrizioni dell'obbligo di dimora), dovrà anche risarcire la parte civile, cioè la donna che si era costituita con gli avvocati Francesca Fusco e Mimmo Fiorani: 5 mila euro di provvisionale immediatamente esecutiva, più le spese di costituzione, il resto sarà stabilito dal giudice civile davanti al quale sarà celebrat un distinto procedimento. Novanta i giorni per il deposito delle motivazioni.
Il giudice ha impiegato una mezz'ora per prendere decisioni, dopo aver ascoltato la requisitoria del sostituto procuratore Laura D'Amelio. Il pm ha insistito sulla piena responsabilità di Guerrieri, ripercorrendo gli atti avvenuti nelle settimane precedenti all'accoltellamento, avvenuto al mattino (erano le 7.30) nell'androne dell'abitazione della donna, che oggi ha 34 anni (lei stava uscendo insieme ai figli, di 7 e 11 anni) e insistendo sulla gravità dell’episodio del 6 marzo. Tra l’altro, Guerrieri nel febbraio precedente era stato messo agli arresti domiciliari proprio in seguito alla denuncia della donna che lamentava atti persecutori nei suoi confronti: e questo insieme di comportamenti (dallo stalking alla violazione di domicilio) ha costituito la parte di imputazioni unite al fatto più grave. Quella mattina la donna era stata trasportata con Pegaso all’ospedale di Grosseto. Guerrieri invece era fuggito. Era stato rintracciato alle 8.20 a casa dei genitori, a Piombino, dai carabinieri che lo avevano sottoposto a fermo: i militari avevano trovato il motore della Renault ancora caldo e una giacca e delle scarpe da ginnastica lavate da poco.
Il gip di Livorno (competente per il territorio del fermo) aveva convalidato il provvedimento e aveva respinto l’ipotesi di arresti domiciliari in virtù di una già allora prospettata derubricazione del reato: il cameriere era stato messo in carcere, con un’ordinanza di custodia cautelare che si era sommata a quella emessa dal gip di Grosseto per la violazione del divieto di avvicinamento alla donna.
Il difensore Adriano Galli ha prospettato al gup Montesacrchio una ricostruzione dei fatti sotto un punto di vista differente, sottolineando la non univocità dei comportamenti. Si è naturalmente soffermato a lungo sul reato più grave, il tentato omicidio, analizzando la perizia redatta dal dottor Marco Benvenuti dell’Università di Siena: questi aveva parlato sì di un colpo che astrattamente avrebbe potuto ledere organi vitali (fu vibrato poco sopra il seno sinistro) ma in concreto quel colpo aveva prodotto un effetto limitato. Si era trattato poi di un colpo solo, ha aggiunto il legale, di dimensioni limitate, dalla profondità non elevata e che soprattutto non aveva raggiunto alcun organo vitale. La vittima non era mai stata in pericolo di vita, ha aggiunto: la prognosi iniziale fu di venti giorni, anche se successivamente ne furono aggiunti altrettanti.
Adesso c’è l’attesa per il deposito delle motivazioni. Anche la Procura potrebbe decidere di ricorrere, chiaramente in senso opposto a quello che potrebbe fare la difesa, cioè per chiedere una pena più severa per Guerrieri.
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