Il Tirreno

Grosseto

Terme gratuite per chi soffre di psoriasi

di Francesca Ferri
Terme gratuite per chi soffre di psoriasi

Trattamenti eccezionalmente in convenzione al Petriolo grazie a un progetto sperimentale delle Asl di Grosseto e di Siena

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GROSSETO. Meglio un medicinale costoso o un bel bagno caldo in una vasca termale? Per il relax non c’è partita: vince il secondo. Ma se vi dicessero che, oltre al relax, l’acqua termale la spunta anche sulla partita del trattamento e del portafoglio?

È sulla base di queste considerazioni che l’Asl 9 di Grosseto, l’Asl 7 di Siena e le Terme di Petriolo, situate nella valle del Farma proprio sul confine tra le due province, hanno stipulato un accordo per un progetto sperimentale del trattamento di una delle più fastidiose malattie dermatologiche, la psoriasi. Un trattamento integrato che affianca ai farmaci i fanghi e i bagni termali in acqua sulfurea.

Le cure termali per la psoriasi, si sa, non sono una novità. Le proprietà terapeutiche di alcuni tipi acqua sono conosciute da tempo e i risultati ormai attestati. Quel che è nuovo, stavolta, è che il trattamento della psoriasi alle terme viene pagato dall’Asl. Il paziente, insomma, se il medico lo ritiene opportuno, può farsi prescrivere un ciclo di trattamenti e il costo se lo accolla l’azienda sanitaria.

«Fino ad oggi la cura termale veniva fatta in convenzione con la Asl solo se nella psoriasi c’era una componente articolare», spiega Riccardo Sirna, primario di Dermatologia dell’ospedale Misericordia di Grosseto e ideatore del progetto. «Con questa sperimentazione, invece, il costo del trattamento termale lo paga comunque il servizio sanitario».

La psoriasi viene tradizionalmente curata con farmaci detti “biologici” assai costosi e che rappresentano una spesa importante per il sistema sanitario regionale. Si usano poi anche il cortisone e la fototerapia. A questi farmaci e trattamenti chi è affetto da psoriasi non può rinunciare. Insomma, per essere chiari, i bagni termali non si sostituiscono alla terapia tradizionale. Possono però essere di grande aiuto per sfiammare le zone del corpo colpite da psoriasi e possono addirittura permettere di ridurre le quantità di farmaci assunti dai pazienti.

«Le acque del Petriolo sono acque sulfuree – spiega il dottor Sirna – e aiutano come terapia o come coaudiuvante nella terapia. Abbiamo pensato di sottoporre i pazienti alla balnoterapia per diminuire l’impatto delle medicine e dei trattamenti sulla persona. I raggi ultravioletti, ad esempio, a lungo andare danneggiano la pelle. Quanto ai farmaci biologici, nei pazienti sottoposti a balnoterapia si può avere una riduzione nella somministrazione: la cura, magari, invece di durare dodici mesi dura un po’ meno, perché il paziente ha avuto un aiuto dall’acqua sulfurea».

I bagni termali, va detto con chiarezza, non guariscono dalla psoriasi. «Si migliora però – dice Sirna – in tutto quello che riguarda la componente cutanea e articolare». I benefici si vedono anche dopo la prima settimana di trattamento: la pelle diventa più liscia e diminuisce il rossore.

Ma come si può partecipare a questo progetto sperimentale? Il primo passo è una visita dermatologica (per la quale si paga ovviamente il ticket). Se lo specialista ritiene che non ci siano controindicazioni (il trattamento è sconsigliato, ad esempio, ai cardiopatici), sarà lui stesso a prescrivere un ciclo di trattamenti, di solito dodici sedute eventualmente ripetibili.

Il progetto sperimentale termina alla fine dell’anno ma è rinnovabile. Tutto dipende dai risultati ottenuti. Per questo i dati sulla risposta dei pazienti vengono raccolti per valutare l’efficacia del trattamento con la prospettiva, in futuro, di prevederne l’esenzione generale.

Circa cinquanta persone sono state trattate in questi mesi e solo una ha dovuto sospendere il trattamento. Le altre hanno tutte trovato beneficio.

Per informazioni si possono contattare le Terme di Petriolo (segreteria 346 3314555.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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