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«Rete colabrodo, il Fiora ci prende in giro»
Da mesi a Ribolla l’Acquedotto tenta invano di riparare una perdita. In un foglio lo sfogo della gente
RIBOLLA. In piazza della Libertà, a Ribolla, proprio accanto alla farmacia del paese, davanti a un’edicola, a due passi da uno studio tecnico, si vive ormai con l’incubo della condotta colabrodo. Negli ultimi mesi in un tratto di cinquanta metri Acquedotto del Fiora ha compiuto una mezza dozzina di interventi.
«Non si può dire però che abbia accomodato la rete e risolto il problema – scrive un cittadino – perché puntualmente, dopo la riparazione, il tubo si guasta di nuovo da qualche altra parte e siamo di nuovo punto e a capo. Una disdetta».
Ogni volta chiamate, arrabbiature, disagi. Alcune persone che abitano in zona l’hanno detto perfino ai vigili urbani, ma non è certo il Comune di Roccastrada che deve trovare una soluzione al problema. E così si è arrivati al giornale.
«L’ultima perdita, ancora in corso – prosegue l’anziano – è di questi giorni. Abbiamo scattato delle fotografie che attestano quello che vi dico. In pratica quando la conduttura perde, cioè molto spesso, un ruscelletto d’acqua inizia a sgorgare dall’asfalto, bagnando la strada e il parcheggio. E per giorni si va avanti così».
Ieri qualcuno – altra persona rispetto a chi ha segnalato la notizia al Tirreno – ha fatto come il tubo: si è rotto. E ha attaccato un cartello a una ringhiera con una scritta a metà tra il serio e il faceto: «A mio modestissimo parere l’Acquedotto del Fiora ci sta garbatamente prendendo per il c...».
Lo nota chiunque passa da via della Libertà. Ed è inevitabile sorridere. In effetti la strada sembra ormai la camicia di Geppetto, con almeno quattro, cinque toppe, tutte recenti: sbrani e tappetini di bitume che in qualche caso si sono abbassati di diversi centimetri, creando buche, avvallamenti.
I cittadini, come detto, richiedono un intervento definitivo, risolutivo: «Non si può una settimana al mese convivere con il bagnato e non accettiamo che chi è chiamato a fare la riparazione tiri solo a sbrigarsi: spaccare, coprire, rattoppare».
L’ultimo intervento di ripristino risale a qualche martedì fa. «Sì, vennero proprio di martedì, il giorno di mercato, quello in cui in paese c’è più caos – racconta ancora il nostro anziano lettore – fecero spostare tutte le macchine e poi si misero a lavorare. Da allora saranno passati dieci giorni e siamo di nuovo con i piedi a bagno. A volte mi viene da pensare che siamo su Scherzi a parte…».
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